Martino (FI) chiede la pace a Biondi, ma pone le condizioni

Il deputato al sindaco: non l’ho offeso, però un segretario di partito non deve mischiare politica e amministrazione
L’AQUILA. «Voglio chiudere qui la polemica, garantendo, sia pure nelle nostre differenze, un impegno comune per ridare a questa Regione un governo di centrodestra, dopo i gravi disagi di questi anni».
L’onorevole Antonio Martino, commissario comunale di Forza Italia, tende una mano all’amministrazione comunale dell’Aquila e, in particolare, al sindaco Pierluigi Biondi e ai quattro consiglieri fuoriusciti dal partito azzurro (Roberto Junior Silveri, Vito Colonna, Ferdinando Colantoni e Giancarlo Della Pelle). Martino vuole cancellare i problemi del centrodestra al Comune dell’Aquila, scaturiti da quella sua frase rivolta a Biondi sul «percorso politico psichedelico del sindaco». Poi la reazione di Biondi – ritenuta esagerata – di cacciare dalla giunta l’assessore al Bilancio, Annalisa Di Stefano (FI), che proprio ieri ha annunciato la sua candidatura alla Regione, e la controreazione di Martino che ha definito il primo cittadino «squadrista», invitandolo a «tornare a fare l’impiegato al Comune di Ocre». Oltre a sottolineare che in caso di anatra zoppa il nuovo candidato sindaco sarebbe stato l’attuale vice, Guido Liris (FI). E, per ultimo, definendo i quattro fuoriusciti dal partito di «estrema destra».
Martino vuole fumare il calumet della pace, ma pone delle condizioni: «Caro Pierluigi, non metto mai la città davanti a me, io mi metto sempre davanti alla città, e con molta umiltà, ti dico che non mi sembra opportuno coinvolgere nelle questioni di partito, un’amministrazione come quella aquilana, che deve ancora fare tanto nei confronti di una città bisognosa di attenzioni e concentrazione giornaliere. Un segretario politico di un partito quale tu sei, non deve mischiare la politica con l’azione amministrativa. Comunque, sono d’accordo ad abbassare i toni, ma solo dopo avere ribadito che nella conferenza stampa non ho offeso né la tua persona, né il sindaco». E sugli ex forzisti: «Rinnovo la stima personale, ma non consento di utilizzare il termine dell’Aquilanitas delle chiacchiere, rispetto a quelle dei fatti: mai nessuno ha interferito con il gruppo di FI nel Comune, lasciando al nostro indiscusso leader territoriale, Liris, la facoltà di decidere in autonomia».
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