Masciocchi e Alesse, una poltrona per due

Per il dopo-Inverardi il pro rettore vicario sfida il docente dello stesso Dipartimento: ecco i loro programmi per l’Ateneo
L’AQUILA. Partita a due, almeno ufficialmente, per la corsa al Rettorato. Una corsa che si terrà tutta all’interno del dipartimento Discab. La conferma è arrivata ieri a seguito dell’assemblea di Ateneo per la presentazione delle candidature, convocata dal decano Pier Ugo Foscolo, che si è svolta a Coppito. A presentare la propria candidatura il prorettore Carlo Masciocchi ed Edoardo Alesse, già candidato nel 2007, quando fu sconfitto da Ferdinando di Orio. «Candidature esterne non sono pervenute», ha sottolineato Foscolo in apertura. Non sono ancora del tutto esclusi, in ogni caso, colpi di scena dell’ultimo minuto, poiché le candidature (per i professori ordinari a tempo pieno dell’Ateneo con almeno 6 anni di servizio da svolgere prima della pensione) resteranno aperte e c’è comunque la possibilità di votare anche profili non ufficialmente in lizza. Il dipartimento di Ingegneria industriale e dell’informazione e di Economia (Diie), in particolare, potrebbe stringersi intorno a Francesco Parasiliti Collazzo, già direttore dello stesso, convinto solo fino a qualche mese fa di scendere in campo. Circola anche il nome di Fabrizio Politi, giurista, ex preside di Economia. Ma per ora nulla di ufficiale. Entro giugno, in ogni caso, sarà reso noto il nome del rettore che dal 1° ottobre prenderà il posto di Paola Inverardi: il 13 giugno è fissata la prima votazione, a cui, se necessario, seguiranno una seconda il 18 e una terza il 25. L’eventuale ballottaggio il 28 giugno. Ieri la presentazione dei 2 candidati.
MASCIOCCHI. Il pro rettore ha puntato il proprio discorso di presentazione sulla ricerca e sull’offerta didattica. «Perché uno studente dovrebbe venire all’Aquila? Deve trovare una buona didattica, corsi in linea col mondo lavorativo, una buona residenzialità», ha detto. «In tal senso il rettore dev’essere promotore di un’attenzione particolare ai corsi, perché questi possano produrre professionisti». E ancora: «Bisogna creare una commissione di ricerca e un delegato alla ricerca, ridiscutere il problema dei dipartimenti, ottimizzare le risorse, ragionare su come distribuire i fondi. Importanti sono anche i finanziamenti per l’edilizia: negli ultimi anni ci siamo scontrati con il fallimento della ricostruzione pubblica. Il tempo adesso è finito. Trovare una ricetta è impossibile, ma una cosa si deve fare: andare nei luoghi dove c’è possibilità decisionale e battere i pugni. Bisogna avere capacità di interlocuzione e forza nei rapporti con gli enti locali, facendo capire loro che non parlare con l’Università ha ripercussioni politiche».
ALESSE. «In campo sono scesi due amici», ha sottolineato Edoardo Alesse, appoggiato da Inverardi, «voglio illustrarvi le linee guida di un programma che poi scriveremo insieme. Come simbolo ho scelto la nave, su cui chiunque vorrà potrà salire. Ho dedicato tutta la mia esistenza all’Università, che oggi sta reggendo questa città. Vorrei continuare a mantenere l’Ateneo in un ruolo centrale negli interessi del territorio. Non pensiamo di poter fare tutto da soli, ma importanti saranno i rapporti con le realtà locali». Per Alesse è fondamentale il ruolo della governance di Ateneo e in tale ottica «bisogna migliorare ruoli e funzioni. Non sarò primus inter pares», ha sottolineato, «ma garante del regolamento». Poi il progetto di rendere il collegio dei direttori un organo statutario e il ruolo fondamentale dei dipartimenti «i motori che spingono la nave verso la stessa direzione». Infine, un nuovo sistema di approvvigionamento fondi per la ricerca «avvalendosi di tutte le possibilità italiane ed europee».
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