Mascioni, il paese dove è vietato morire

10 Giugno 2019

Loculi esauriti al cimitero: Comune senza soldi e tante richieste. Cittadini infuriati, il sindaco rassicura

CAMPOTOSTO. C’è un paese che non ha case né per i vivi né per i morti. I primi sono alle prese con la ricostruzione ancora ferma al palo. Gli altri sono privati persino del riposato albergo foscoliano. I loculi del cimitero di Mascioni – frazione di Campotosto colpita da tre terremoti: 2009, 2016 e 2017 – sono andati esauriti. E i familiari delle persone che hanno espresso il desiderio di riposare nel camposanto fronte lago protestano nei confronti del Comune per quello che definiscono «uno dei tanti disagi, l’ennesimo, che siamo costretti a sopportare».
E così, dopo aver chiesto all’amministrazione comunale di provvedere a sbloccare la situazione di stallo che si è creata, hanno deciso di rendere pubblica la loro protesta. «Il nostro», raccontano al Centro alcuni residenti della frazione montana, «è diventato un paese dove non si può nemmeno morire. Infatti le sepolture a terra non ci sono, i posti per i loculi sono esauriti e nessuno pensa a utilizzare vecchie strutture dismesse per ricavarne nuovi loculari. Un anziano che si è spento a Roma ha chiesto di essere cremato per poter andare in uno spazio più piccolo nel cimitero di Mascioni». Il problema, secondo i residenti, sta togliendo il sonno soprattutto alle persone anziane. «La maggior parte dei residenti ha ormai una certa età, dunque c’è preoccupazione per una situazione che non viene affrontata nel modo dovuto da parte di chi amministra. Per i nostri genitori e parenti non vogliamo traslochi da un cimitero all’altro: bisogna risolvere il problema. Hanno aperto una lista di richieste di acquisto di posti, ma poi non si è saputo più nulla».
Il sindaco Luigi Cannavicci conferma la problematica della mancanza di loculi, ma parla di «situazione vecchia di molti anni, da me ereditata». E aggiunge: «Non abbiamo fondi per procedere a nuove costruzioni, anche perché un ampliamento del camposanto appare difficile, vista anche la vicinanza coi Map. Stiamo raccogliendo le richieste, ma quelle finora pervenute non ci consentono di avere risorse tali da poter avviare la gara: senza fondi abbiamo le mani legate. Possiamo utilizzare spazi a Ortolano e Poggio Cancelli, in attesa di tempi migliori. Non è vero che non abbiamo a cuore questa situazione». Su tutto aleggia l’ammonimento di Cicerone: «Siano rispettati i diritti dei Mani». Cioè dei defunti.
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