Masciovecchio: i ritardi imputabili solo al Comune

21 Dicembre 2016

Il presidente conferma le accuse all’amministrazione: «Gli uffici perdono tempo e poi scaricano le colpe su altri»

L’AQUILA. Non ci sta il presidente dell’Ordine provinciale degli ingegneri, Elio Masciovecchio, a incassare in silenzio le accuse del sindaco Massimo Cialente. E difende la categoria che rappresenta. Uomini e donne, senza i quali la ricostruzione non sarebbe mai decollata, dice. Vuole fare chiarezza, il presidente degli Ingegneri, anche su eventuali responsabilità nei ritardi dei lavori, se ce ne sono.

Presidente, il sindaco vi invita a chiedere scusa pubblicamente. Cosa risponde?

«Noi non dobbiamo chiedere scusa a nessuno, né alla città, né agli aquilani, ai quali come committenti dei lavori dobbiamo, invece, onore e rispetto. Come Ordini professionali siamo stati i primi, dopo il terremoto, a chiedere la limitazione degli incarichi e la massima trasparenze nelle procedure per mettere in condizione i committenti di sapere a chi rivolgersi e con quali garanzie. All’epoca la protezione civile e l’allora prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, risposero che, vigendo il libero mercato, non era possibile fare alcuna limitazione».

Eppure il problema degli incarichi eccessivi, secondo Cialente, è alla base del rallentamento della ricostruzione.

«Io do una lettura diversa al tutto. Non è al numero degli incarichi che ogni professionista acquisisce che si deve guardare, ma alla capacità di portare a termine i progetti nei tempi previsti. E poi, i cittadini hanno sempre il coltello dalla parte del manico: se non sono soddisfatti possono revocare il mandato e affidarlo ad altri professionisti. Esiste anche la possibilità di fare ricorso al consiglio di disciplina dell’Ordine di riferimento, ma le segnalazioni, al momento, sono pochissime. Segno che le cose non vanno così male e che i committenti, tutto sommato, sono soddisfatti».

Cosa vuol dire?

«Semplice. Se la ricostruzione va avanti è solo grazie agli ingegneri. Ci può stare qualche ritardo o qualche tecnico che ha esagerato nel numero di progetti, senza rendersi conto della mole di lavoro, ma non è questo il nodo del problema. L’importante è portare a termine gli impegni assunti e farlo con professionalità, rispettando le regole».

Come procede oggi la ricostruzione?

«A grandi passi, almeno in città. Ci sono gru e cantieri ovunque. Siamo in un buon periodo, ma l’amministrazione comunale faccia ammenda degli errori commessi, come la mancata programmazione degli interventi nelle frazioni, che sono completamente ferme. Il Comune dell’Aquila non ha mai fatto nulla neppure per il grosso problema del Genio civile, che si sta risolvendo solo grazie all’impegno della Regione, delle associazioni di categoria e degli Ordini professionali. Alle riunioni è stato sempre assente, come se non fosse necessario affrontare la questione».

Quindi, è il Comune dell’Aquila ad essere in ritardo?

«Siamo a Natale. Tutti abbiamo bisogno di qualche soldo in più. Ebbene, gli stati di avanzamento alle ditte e ai professionisti che lavorano alla ricostruzione vengono pagati con mesi di ritardo. La media è di tre-quattro mesi, ma si può arrivare anche a sei per ottenere il saldo dei vari Sal, dal momento della presentazione della contabilità. Significa prendere per la gola imprese e professionisti».

A chi va attribuita la causa dei mancati pagamenti?

«All’amministrazione comunale che non visiona in tempo i progetti e impiega mesi per sbloccare i Sal (Stato avanzamento lavori). Bisogna dare atto all’Usra che sta lavorando a ritmi serrati, mentre il Comune dell’Aquila è latitante e se la prende con i tecnici attribuendo a noi tutti i mali della ricostruzione. Forse le colpe sono da qualche altra parte e il sindaco Cialente per primo dovrebbe rendersene conto».

Ma ci sono progettisti che hanno anche 400 incarichi.

«Ciò non significa che non sono in grado di portarli avanti. È il lavoro che conta, non il numero di progetti accumulati sulla scrivania, soprattutto se quelle pratiche vengono evase rapidamente, con il massimo della competenza e della professionalità. Le polemiche sui dati e i numeri della ricostruzione servono a poco. Si deve agire in un’altra direzione: lavorare in sinergia e far quadrare un sistema complesso, qual è la macchina della ricostruzione. Dobbiamo far ripartire i centri storici dei paesi e delle frazioni. Il sindaco dell’Aquila si occupi di questo, invece di polemizzare con noi». (m.p.)

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