Massacrato di botte, arrestato il bullo

25 Novembre 2016

L’aggressione al minore per una sigaretta negata. Il provvedimento del gip: «Brutalità e futili motivi»

SULMONA. Quando pensava ormai di essersela cavata con una semplice denuncia, sono arrivati gli uomini dell’anticrimine a notificargli il provvedimento di custodia cautelare. Da mercoledì mattina, Mirko Faccini il 21enne sulmonese che nel settembre scorso aggredì un minorenne nei giardini del parcheggio di Santa Chiara, fratturandogli la mandibola con due pugni, è agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il gip del tribunale di Sulmona Marco Billi, motivando il provvedimento restrittivo con «la modalità pretestuosa dell’avvicinamento dell’aggressore alla vittima, la brutalità e i futili motivi dell’aggressione, nonché la gravità delle lesioni procurate». Decisiva è stata anche la personalità del ventunenne, che ha precedenti penali, tanto che il giudice ha ritenuto concreto e attuale il pericolo di una reiterazione di condotte analoghe a quelle poste in essere il 21 settembre scorso. Una lite provocata da motivi futili: Facchini in modo pretestuoso si sarebbe avvicinato al minore chiedendogli una sigaretta, il quale gliel’avrebbe negata. Un rifiuto che è stato ritenuto dall’arrestato come un vero e proprio affronto, tanto da scagliarsi contro il malcapitato e colpirlo violentemente al volto con una scarica di pugni.

Il ragazzo vittima dell’aggressione, avvenuta all’interno del parco sovrastante il parcheggio coperto di Santa Chiara, è stato sottoposto a un delicato intervento di chirurgia maxillo-facciale, all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, per le lesioni multiple riportate alla mandibola con una prognosi di quasi due mesi. Fino a pochi giorni fa il minore è stato costretto ad alimentarsi con liquidi, utilizzando una cannuccia in quanto non riusciva a masticare per le fratture riportate e per i postumi del delicato intervento chirurgico subito. Nel corso delle indagini la polizia ha incontrato molte difficoltà, per la reticenza dei giovani testimoni presenti all’aggressione. Altri sei ragazzi rischiano una denuncia per favoreggiamento e le indagini proseguono. Per ora il personale dell’Anticrimine è riuscito a fare luce sulla dinamica dell’aggressione e a denunciare il colpevole chiedendo nello stesso tempo la custodia cautelare nei suoi confronti.

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