Massimi: no a illazioni dopo i danni al prete

6 Luglio 2021

Civitella Alfedena, interviene il sindaco: padre William è stimato, lasciamo indagare i carabinieri

CIVITELLA ALFEDENA. «Credo che dipingere dei ragazzi che stanno crescendo come ubriaconi e capaci di gesti intimidatori solo perché qualcuno, se anche fosse stato, li abbia richiamati al rispetto degli altri, evitando schiamazzi notturni, mi sembra una equazione azzardata». Lo afferma il sindaco di Civitella Alfedena, Giancarlo Massimi, intervenendo sul vile atto compiuto nei giorni scorsi nei confronti del parroco del paese, don William Torres: parabrezza della sua auto sfondato e portone del garage della canonica dato alle fiamme. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Villetta Barrea anche se molti residenti, avevano ipotizzato, subito dopo il fatto, che si era trattato di un gesto di ritorsione di alcuni giovani del paese, dopo che il prete li avrebbe richiamati più volte ad un comportamento più civile soprattutto nelle ore notturne. «Conoscendo padre William piuttosto che durante una predica, siccome li ha cresciuti tutti, sarebbe andato a cercali uno per uno», dice Massimi, «se fosse stato per i divieti, avrebbero dovuto accendere il portone del Comune che ha un potere di imporre, come ha fatto, non quella del parroco che ha una funzione di ammonimento morale. Poi tutto può essere nella vita delle persone ma atteniamoci ai fatti, senza fare illazioni soprattutto verso ragazzi che stanno cominciando a crescere». Secondo il sindaco, per quanto concerne le ordinanze sindacali sia sulla musica all’aperto che per la chiusura dei locali, sono state determinate dalla necessità di dare delle regole per evitare che, il protrarsi dell’apertura delle attività di somministrazione dopo un dato orario potesse creare disturbo a coloro che scelgono Civitella Alfedena per relax, andare in montagna, per riposo. «Al di là dell’atto sul quale stanno indagando i carabinieri e con la speranza che gli autori o l’autore vengano rintracciati e denunciati», prosegue, «qualche precisazione va fatta. Civitella Alfedena è un paese di 285 persone. I ragazzi di Civitella Alfedena si contano sulle dita delle mani. Hanno tutti un nome e cognome. Una famiglia che li segue e molti di loro hanno frequentato, e frequentano con l’assiduità propria dell’età, la parrocchia e conoscono e stimano padre William. Possono esserci stati schiamazzi. Sicuramente qualcuno ha protestato, un motivo questo che ha portato l’amministrazione a definire orari ben precisi di chiusura delle attività di somministrazione», conclude il primo cittadino, «ma da qui ad essere la causa di un gesto intimidatorio ce ne corre». (c.l.)