Masterplan, priorità a Palazzo Torlonia

Rimodulati gli interventi, i fondi della Regione dirottati sul recupero della dimora e degli ex granai
AVEZZANO. Cambia l’ordine delle priorità di intervento del progetto Masterplan (4 milioni e 700mila euro) mirato alla riqualificazione dell’ex complesso Arssa: la Regione ha indirizzato i fondi concessi dall’amministrazione D’Alfonso, prima destinati a tutte le strutture e al giardino, verso palazzo Torlonia e gli ex granai. Il mini-restyling, infatti, non basta per l’antica dimora del principe che ha bisogno di un intervento generale, a cominciare dal rifacimento della copertura che mostra i segni del tempo. Conti alla mano, dopo una fase di verifiche col Comune (ente attuatore), la Regione, (proprietaria del bene ed erogatrice del finanziamento) ha fatto scattare il via libera alla rimodulazione degli interventi previsti nel progetto di fattibilità, spingendo in cima all’elenco la parte storica. Per tutto il resto, eccetto il Casino di caccia, la struttura interamente in legno tornata agli antichi splendori nell’aprile 2017, dopo il restyling finanziato dall’Ance provinciale nel 70° della fondazione, la Regione ha chiesto al settore lavori pubblici guidato da Sergio Pepe una relazione dettagliata sul fabbisogno economico per il completamento dei lavori sull’intero complesso. Anche per non lasciare a metà del guado l’ambizioso progetto di rilancio.
La scommessa messa in cantiere nel 2016, infatti, contemplava un intervento di riqualificazione globale del complesso storico, su un’area di 3 ettari in centro città per dar vita al parco urbano più grande d’Abruzzo in collegamento con la riqualificata piazza Torlonia, l’ex Onmi (dove troverà spazio la pinacoteca) e il castello Orsini. Il disco verde della Regione, quindi, ha aperto la strada a un’indagine approfondita sulla struttura del tetto della dimora del principe: la verifica è stata affidata alla Promotec che dovrà effettuare l’indagine nell’arco di un mese. Poi l’operazione restyling della parte antica dell’ex Arssa, programmata per il biennio 2020-2021 nel piano opere pubbliche del Comune, dovrebbe imboccare la strada finale: la gara d’appalto.
Negli ex granai gli interventi di miglioramento sismico e recupero funzionale dei manufatti apriranno le porte al Museo archeologico del Fucino e all’archivio dei documenti custoditi nell’Archivio di Stato, ora ospitato in un’ala del Palazzo Torlonia. (m.s.)
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