Materiali di scarto alla Marelli: cambio di gestione in officina

La Fiom-Cgil: è un passo avanti dopo le tante segnalazioni di scarsa manutenzione e impianti obsoleti Ma per il sindacato continuano a mancare gli investimenti per migliorare la qualità della produzione
SULMONA. Cambio di gestione del materiale di scarto alla Magneti Marelli di Sulmona. Nell’azienda che produce componentistica per l’automotive l’organizzazione del lavoro è finita più volte sotto i riflettori per le denunce, arrivate dalle parti sindacali, di scarsa manutenzione e problematiche dovute agli impianti obsoleti. Nei giorni scorsi la Fiom-Cgil provinciale, guidata dalla segretaria Elvira De Sanctis, ha annunciato che c’è stato un cambio di passo per quel che riguarda il materiale di scarto. Un passo in avanti, quindi, e una prima risposta alle richieste delle organizzazioni sindacali in un anno che si preannuncia turbolento per l’importante realtà industriale della Valle Peligna. A partire dal 9 gennaio, infatti, alla Magneti Marelli sono scattati per oltre 400 dei 650 dipendenti i contratti di solidarietà necessari per gestire fino a fine anno i cali di produzione dovuti alle commesse altalenanti che arrivano da Sevel.
«Improvvisamente assistiamo in officina a un cambio di gestione dello scarto che a fine turno ora si apprestano tempestivamente ad etichettare e dichiarare», hanno spiegato le rappresentanze sindacali aziendali della Fiom-Cgil. «Inoltre svariati cassoni e contenitori sparsi per l’officina, dei quali fino a una settimana fa non si aveva idea di cosa fossero, ora sono censiti come “scarto” con tanto di nastro rosso in bella vista. Impossibile credere che per l’azienda finora, lo scarto presente in officina fosse “solo” quello circoscritto alle apposite aree, perché la comparsa improvvisa di tutti questi contenitori catalogati come “scarto”, dimostrano proprio il contrario».
I rappresentanti dei lavoratori della Fiom-Cgil hanno annunciato fin da subito che presteranno particolare attenzione «per capire se “la buona abitudine” di segnalare e “bollare” lo scarto prodotto a fine turno o a fine giornata, sia un fuoco di paglia o se realmente si stia cambiando passo. Questa condizione, però, come denunciamo da anni, non si risolverà da sola finché i vertici non decideranno di fare reali investimenti per migliorare l’efficienza dei macchinari e di prestare attenzione ai comportamenti dei vari gestori, perché a nostro avviso il problema dei problemi è che di scarto a Sulmona se ne produce troppo. L’azienda non può accontentarsi di trovare ciclicamente un capro espiatorio a cui addossare tutte le colpe di un determinato momento, per poi continuare a far finta di nulla e a non mettere realmente mano ai problemi. I macchinari poco efficienti portano con se anche una elevata emissione di scarto, quindi o l’azienda decide di voler invertire questa tendenza oppure questo potrebbe diventare il “colpo di grazia” per lo stabilimento di Sulmona».
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