Maternità, destino segnato D’Alfonso conferma i tagli

Il presidente non dà speranze alla delegazione di sindaci: decisione del governo De Crescentiis: annunciata attenzione alla rete d’emergenza, staremo a vedere
SULMONA. È definitivamente segnato il destino del punto nascita sulmonese. Nel lungo incontro nella sede pescarese della Regione, finito nella notte, il governatore Luciano D’Alfonso e l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, hanno confermato ai sindaci del Centro Abruzzo la chiusura del reparto al terzo piano dell’ala vecchia dell’ospedale sulmonese. A incidere sulla chiusura non solo i numeri indifendibili degli ultimi anni, che hanno visto appena 247 parti nel 2014 e 328 nel 2013, ma soprattutto le norme in fatto di sicurezza mamma-neonato, recepite dal decreto 10 della Regione sulla riorganizzazione dei reparti che non raggiungono la soglia minima dei 500 parti annui. Fra questi, oltre Sulmona, ci sono anche quelli di Ortona, Atri e Penne.
Nel lungo confronto i sindaci hanno spiegato le difficoltà logistiche in cui si troverà il territorio privato della Maternità, ottenendo solo l’impegno di nuovi investimenti sull’ospedale sulmonese (da definire in un nuovo incontro fra una settimana) e la presentazione di un progetto pilota sulla rete dell’emergenza e sulle case parto. Iniziative da presentare in un incontro che sarà richiesto al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in attesa di due gemelli e pronta a chiudere tutti quei reparti che non hanno la terapia intensiva neonatale dopo i due decessi di Catania. Episodi che hanno accelerato le disposizioni nazionali del 2010, mai attuate finora. Il taglio sarà programmato dalla Asl nei prossimi due mesi e attuato entro due anni.
Nonostante la confermata chiusura, annuncia di non arrendersi il sindaco Peppino Ranalli. «Il messaggio forte che volevamo dare al presidente della Regione è arrivato dai ventidue sindaci presenti, coesi e determinati» commenta «il territorio non si arrende, nonostante le tante difficoltà che questa battaglia comporta e saprà lottare in maniera unitaria fino in fondo. Anche il consigliere regionale Andrea Gerosolimo è pronto a sostenere con la massima determinazione ogni iniziativa dei sindaci mirata a tutelare il diritto alla salute dei cittadini».
Mentre Ranalli continua a parlare di battaglia - ormai persa - è più realista il suo collega di Pratola, Antonio De Crescentiis. «Purtroppo si sapeva» conferma «abbiamo provato a spiegare le difficoltà in cui si troveranno le neomamme e ci è stato ribadito che i tagli sono imposti dal governo. Di contro sono stati annunciati investimenti sull’ospedale e la giusta attenzione alla rete dell’emergenza e ad un progetto pilota sulle case parto. Staremo a vedere».
Le promesse sugli investimenti del nuovo ospedale, già annunciate a dicembre con la posa della prima pietra, saranno al centro dell’incontro fra sindaci e sindacati di lunedì alle 16 in Comune. In quella sede ci si organizzerà anche per partecipare al consiglio regionale di martedì dedicato alle prossime chiusure.
Federica Pantano
©RIPRODUZIONE RISERVATA

