Maternità salva per 6 mesi, c’è speranza

Il presidente D’Alfonso nomina un gruppo di lavoro per riesaminare il caso. Il sindaco Ranalli: «Siamo più tranquilli»
SULMONA. “Congelata” per sei mesi la chiusura del punto nascita sulmonese. Al di là dei pronostici, la tanto sospirata apertura nei confronti della Maternità sulmonese è arrivata ieri nel corso della giunta regionale tematica all’Abbazia celestiniana. Riunione allargata al presidente della Provincia Antonio De Crescentiis, al sindaco di Sulmona Peppino Ranalli, al presidente del tribunale Giorgio Di Benedetto, al vescovo Angelo Spina e al portavoce al presidio pro-punto nascita Luigi La Civita. È stato il presidente Luciano D’Alfonso ad annunciare una sospensione della chiusura per i prossimi 180 giorni, durante i quali sarà attivata una conferenza dei servizi con apposito gruppo di lavoro. «Cercheremo un bilanciamento fra le direttive nazionali e i servizi da offrire in sicurezza» afferma D’Alfonso «insediando un comitato che tenga conto della orografia del territorio e di quello che si deve assicurare sul funzionamento. Siamo impegnati su questo lavoro, in coerenza fra il decreto del ministro Beatrice Lorenzin e le prescrizioni dell’Agenzia sanitaria nazionale, dunque rivedremo lo strumento che ci consentirà di valutare la particolarità di Sulmona. Ciò genererà la sospensione della chiusura, in ragione della rilettura della situazione».
Sul destino del reparto, però, continuano a pendere le prescrizioni nazionali e anche l’ultimo decreto del ministero della Salute che rischia ancora una volta di penalizzare l’ospedale sulmonese.
Proprio per questo non si sbilancia l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci. «Ribadiamo da un anno che è sbagliato generare aspettative che le norme nazionali non consentono» avverte «il nostro impegno, dunque, è da sempre stato rivolto alla messa in sicurezza del percorso nascita, visto che l’Abruzzo registra una mortalità tre volte superiore alla Toscana».
E proprio le dichiarazioni di Paolucci non suonano come una sospirata apertura per il presidente della Provincia e sindaco di Pratola, Antonio De Crescentiis. «Le condizioni ci preannunciano uno studio più approfondito sulla sicurezza per il percorso di emergenza-urgenza» interviene «ma noi meritiamo la salvezza delle mamme e dei bimbi di questo territorio e non false aspettative». Più ottimista il sindaco Ranalli. «Abbiamo avuto risposta forte da parte della Regione con una delibera di giunta che ricostruisce gli atti già finanziati e quelli da finanziare sul nostro territorio» riflette «penso che il riconoscimento della peculiarità orografica sia molto importante. Avevamo fatto un grande lavoro sui provvedimenti attuativi riguardanti l’elisoccorso, con le condizioni meteo che finora non sono state prese in giusta considerazione. Lavoreremo su questo, che mi tranquillizza anche sul nuovo decreto Lorenzin sul ridimensionamento dei piccoli ospedali senza densità orografica. Con questa delibera di giunta apriamo discussione per mantenere e potenziare servizi essenziali per il nostro ospedale. La chiusura risulta al momento in stand by».
Sicuramente più critico Luigi La Civita, portavoce del comitato pro punto nascita, che pur riconoscendo l’importanza dell’annuncio, non manca di sottolineare la mancanza di atti concerti contro la chiusura. «Non c'è da stare tranquilli» spiega «ci sono altri 180 giorni di riflessione, che dovrà essere seria, per valutare gli spostamenti tra i comuni montani e per calcolare le distanze. Comunque ringraziamo D'Alfonso almeno per aver avviato la discussione».
Federica Pantano
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