Mattarella, una lettera per Di Pillo

3 Febbraio 2016

Il capo dello Stato per l’intitolazione di una piazza all’ex deportato

PRATOLA PELIGNA. Una lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, potrebbe accelerare l’intitolazione di una piazza di Pratola a Rocco Di Pillo? A porsi la domanda è Anna Maria Casavola, direttrice della rivista “Noi dei lager”, dell’associazione degli ex internati nei campi di concentramento nazisti. Il riferimento è alla vicenda del pratolano deportato in un lager in Germania, dove rimase imprigionato dall’ottobre del 1943 sino all’aprile del 1945. Un periodo durissimo. Un orrore quotidiano che gli impediva di ricordare e raccontare la tremenda esperienza, tranne in tarda età, quando parole come: «Eh, le portavano a fare le docce», gli sfuggirono dalle labbra e furono raccolte dalla nipote Marica che lo accudiva. La sua vicenda è stata riportata alla luce dall’ex preside Ezio Pelino. Una storia drammatica e come molte altre testimoniata nelle pagine della rivista specializzata, a cui il Presidente ha fatto arrivare la sua personale lettera. Poche ma significative parole per: «Apprezzare l’impegno a per far emergere il grande valore morale e civile dei militari italiani che non indossarono le divise della Wermacht, della repubblica di Salò e delle SS, e per questo pagarono prezzi personali altissimi». Lo stesso prezzo pagato da Di Pillo, condannato per “disubbidienza continua”, a ordini che reputava contro la sua natura non politica, ma di uomo. Lo scorso giugno la famiglia di Di Pillo ha ricevuto la medaglia d’onore alla memoria, mentre l’amministrazione comunale, da mesi, ha dato mandato alla commissione per la toponomastica per l’intitolazione di un luogo pubblico alla sua memoria. Nel frattempo, però, sono stati dedicati monumenti alle vittime delle Foibe e ad altri personaggi illustri di Pratola, ma per l'uomo, deportato con la matricola 5339 si attende ancora.

Federico Cifani

©RIPRODUZIONE RISERVATA