Matteo e l’amore per alpinismo, foto e sport

1 Dicembre 2019

Ex portiere della Pharmapiù in A2 di pallamano è stato anche in Norvegia. Il borgo raccolto in preghiera

CITTÀ SANT’ANGELO. La montagna e la fotografia. Ma anche la pallamano. Queste le grandi passioni di Matteo Martellini, il ragazzo di Città Sant’Angelo disperso da venerdì sul Gran Sasso, del quale da questa mattina gli uomini del soccorso alpino si metteranno di nuovo alla ricerca.
Classe 1982 e residente in contrada Annunziata, Matteo è conosciutissimo dagli sportivi angolani per i suoi trascorsi con la Pharmapiù, la squadra locale di pallamano che ha entusiasmato Città Sant’Angelo e che, in passato ha militato in A1 e A2. Il club è tra quelli di pallamano più titolati in Abruzzo, e ha avuto tra le proprie bandiere proprio Matteo e il fratello Mauro, che giocava come terzino: i due hanno fatto parte della squadra che una decina d’anni fa conquistò la A2.
La disavventura che sta vivendo in queste ore il giovane angolano nasce da un’altra delle sue grandi passioni: quella per la montagna e per le escursioni. È un esperto di cime e di sentieri impervi Matteo, e perciò venerdì ha deciso di attraversare il Sentiero del Centenario, uno dei più lunghi e suggestivi dell’Appennino abruzzese. L’amore per l’alpinismo di recente lo aveva portato a trasferirsi in Scandinavia: per alcuni anni ha infatti soggiornato in Norvegia dove, oltre a lavorare nel settore della ristorazione, faceva la guida.
E la montagna ben si sposa con la passione per la fotografia: sui suoi account social, in particolare su Instagram, tra scorci di borghi e panoramiche di montagne abruzzesi, spiccano le immagini dei paesaggi scandinavi innevati e delle aurore boreali.
Tutta Città Sant’Angelo nelle ultime ore si è stretta intorno alla famiglia Martellini. Tra i tanti anche il sindaco Matteo Perazzetti, anch’egli appassionato di montagna, che dalle 10 di ieri mattina è salito sul Gran Sasso per seguire da vicino le operazioni di ricerca. «In queste ore non possiamo che pregare e sperare», ha detto Perazzetti al rientro in paese, «mi auguro che Matteo, da escursionista esperto qual è, sia riuscito a trovare un rifugio, una grotta dove ripararsi. Ho chiesto alla nostra comunità di riunirci in preghiera (una veglia c’è stata ieri sera a San Michele, ndr) e di stare attorno alla famiglia tutti insieme, nella speranza di avere buone notizie quanto prima».(a.r.)
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