Maxi-appalto alla Cpl Concordia

A Castel di Sangro l’azienda dello scandalo tangenti. Il sindaco: «Tutto ok». Scioli (Pd): «Scelta incauta»
CASTEL DI SANGRO. La società travolta dallo scandalo tangenti nelle isole di Ischia e Procida arriva anche a Castel di Sangro. In piena campagna elettorale scoppia il caso della Cpl Concordia. Un appalto da circa 900mila euro per la gestione del servizio di pubblica illuminazione sta per essere affidato alla società cooperativa al centro di una bufera giudiziaria. Secondo l’ipotesi accusatoria, la Cpl Concordia avrebbe sottoscritto molti contratti di consulenze, forniture e subappalti per ottenere appalti in varie regioni d’Italia. Ma in Comune gli amministratori si dicono tranquilli e tutto è ormai pronto per firmare il prossimo 20 aprile un contratto con la società emiliana per la manutenzione dell’impianto di pubblica illuminazione che avrà una durata di 20 anni.
«Stiamo agendo come sempre nell’esclusivo interesse della cittadinanza» commenta il sindaco Umberto Murolo «e garantisco che non sono gli amministratori di Castel di Sangro quelli che hanno avuto con gli organi apicali della società in questione rapporti di natura ambigua e meno che istituzionali, posto che è evidente come altri soggetti di ben altra caratura, profilo e rilievo, hanno intessuto, almeno pare, relazioni, scambi e proficui rapporti non sempre cristallini e politicamente opportuni». L’appalto alla Cpl Concordia prevede la sostituzione dei circa 1.300 corpi illuminanti esistenti con altri a tecnologia Led, l’ ammodernamento e l’interramento delle linee e dei quadri elettrici già esistenti, l’installazione di alcune telecamere per la videosorveglianza e la formazione di tre zone wifi gratuite.
Ad adombrare sospetti sull’operato e l’agire degli amministratori comunali di Castel di Sangro è invece Erminia Scioli, iscritta al circolo Pd: «La nostra città non può essere legata a società che hanno comportamenti spregiudicati ed i cui manager sono arrestati o sotto inchiesta. Ritengo che affidarsi a questa azienda, oggi, sia una scelta incauta e pericolosa».
Massimiliano Lavillotti
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