Maxi appalto, Frattale in Procura

18 Luglio 2015

Il costruttore chiarisce: «Nessun rapporto con un componente della commissione aggiudicatrice»

L’AQUILA. Prime repliche delle difese nei riguardi della procura della Repubblica che ha aperto un’inchiesta sul maxi appalto per i sottoservizi, un’opera di oltre 30 milioni ritenuta determinante per la rinascita del centro storico.

Nelle settimane scorse il pm Stefano Gallo ha chiuso le indagini preliminari per una presunta turbativa d’asta a carico di sette persone.

E ieri c’è stato l’interrogatorio di Gianni Frattale, presidente dell’Ance, il quale è titolare di una delle tre imprese, la Edilfrair che ha l’appalto.

Frattale sarebbe stato indagato soprattutto in funzione di un presunto rapporto di lavoro con Pieralberto Properzi, uno dei componenti della commissione aggiudicatrice. Frattale, carte alla mano, ha spiegato che Properzi non è mai stato un suo consulente, cosa che avrebbe appesantito i sospetti, ma di non avere avuto rapporti fiduciari di questo tipo. Semmai, in passato, c’è stata una causa civile nella quale questi era il perito scelto da parte del tribunale ma non certo il suo. In quella fase il perito fu remunerato da Edilfrairma solo nelle veste di perito del giudice. Considerazioni per le quale ci sarebbe stato un equivoco.

Il costruttore, che è stato assistito dall’avvocato di fiducia, Antonio Milo, ha poi depositato le documentazioni attestanti quanto da lui affermato. Poi verrà presentata, come sempre avviene in questi casi, una memoria di controdeduzioni alle accuse del pm esaminate le quali ci saranno le richieste.

Al centro della vicenda l'opera pubblica più importante della ricostruzione, quella per la realizzazione di tunnel “intelligenti” con le reti idrica, elettrica, fognaria e dati da costruire nel sottosuolo. Tra gli indagati anche gli imprenditori Alfredo Zaccaria, presidente dell'Acmar, Danilo Taddei (Taddei Spa), l'ingegnere Aurelio Melaragni, direttore della Gran Sasso Acqua indagato in qualità di presidente della commissione aggiudicatrice e ora responsabile unico del procedimento. Tra gli indagati anche tre tecnici che avrebbero avuto, secondo la Procura, un ruolo nell'aggiudicazione dei lavori: gli ingegneri Pieralberto Properzi e Flavio Lombardi, componenti della commissione aggiudicatrice, e l'architetto Sandro Annibali. La principale accusa è quella di turbativa d'asta nell'aggiudicazione della prima parte del mega appalto per il rifacimento dei sottoservizi. La gara è stata appaltata dalla Gran Sasso Acqua spa: ad aggiudicarsi la commessa l'Asse Centrale scarl, società consortile a responsabilità limitata composta dalla ravennate Acmar, come capofila, e dalle aquilane Taddei ed Edilfrair. Secondo le accuse formulate dal pm, al centro della contestazione un favoritismo, da parte della commissione che ha aggiudicato i lavori, verso l'Ati che ha vinto l'appalto rispetto ad altre ditte che sono state escluse, tra cui Alma Cis Srl, dell'imprenditore Enrico Marramiero.

Ma il Tar ha escluso che ci siano state irregolarità sotto il profilo amministrativo bocciando i ricorsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA