Maxi-bollette, cavillo salva il Comune

Il giudice cancella un decreto ingiuntivo di 100mila euro per la fornitura di energia elettrica: «Il contratto è nullo»
L’AQUILA. La morsa dei pesantissimi debiti del Comune, a fronte delle bollette elettriche insolute di 4 milioni per i consumi del Progetto Case da pagare agli enti erogatori, si allenta dopo una sentenza del giudice civile.
Si tratta, in particolare, di una controversia tra il Comune dell’Aquila e Banca Sistema, che era creditrice di quasi 100mila euro. La ditta Hera Comm, società di vendita di energia elettrica, aveva rivenduto i presunti crediti derivanti dalla fornitura proprio a Banca Sistema, la quale, nella veste di cessionaria, aveva bussato a soldi verso l’ente locale.
Il Comune, difeso dagli avvocati Domenico de Nardis e Andrea Liberatore, si è opposto al decreto ingiuntivo sostenendo la nullità del contratto originario tra l’ente ed Hera Comm. Per cui è stata accolta l’eccezione e il Comune tira un sospiro di sollievo a fronte della contestazione per la quale si sarebbe arricchito senza giusta causa.
«A fronte di carenze documentali e assertive», scrive il giudice Tommaso Pistone nella motivazione, «il Comune convenuto ha contestato non solo l’esistenza di un contratto con Hera Comm ma la stessa erogazione del servizio a suo favore, l’esistenza di un subentro di Hera Comm rispetto ad altri gestori non specificati e l’esistenza di precedenti rapporti con altri gestori non specificati. Al di là delle eccezioni sollevate alla mancanza della forma scritta si rileva, pertanto, come dalla lettura delle fatture emergano delle incongruità non superate dalla documentazione prodotta negli atti e nelle argomentazioni assertive della società attrice». Per il giudice, dunque, «non vi è margine per ritenere provato il titolo del credito azionato».
Pistone, inoltre, ha condannato la banca alla refusione delle spese liquidate in 9mila euro. Si tratta, in particolare, di un giudizio avviato davanti al tribunale di Milano, ma poi trasferito all’Aquila.
La sentenza potrebbe rilevarsi rilevante in quanto la tesi sostenuta dagli avvocati dell’Ufficio legale è la stessa prospettata anche in altri contenziosi della stessa natura. Tra questi quello sempre con Banca Sistema per una cifra di ben 4 milioni. In quel giudizio il Comune, assistito dall’avvocato Liberatore, era riuscito a ottenere la sospensione della provvisorietà esecutiva del decreto ingiuntivo dopo lunga discussione.
Nel caso che fosse stata respinta la sospensione del decreto l’ente si sarebbe trovato vicino alla bancarotta.
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