Maxi bollette del progetto Case: c’è il rischio stangata a fine agosto

A giorni la risposta alla richiesta di 4.262 inquilini destinatari di avvisi di pagamento fino a 10mila euro Si lavora sulla possibilità di rateizzare le somme, ma vanno valutate norme e sostenibilità dei conti
L’AQUILA. Lo spazio concesso dalle norme e la sostenibilità per i conti del Comune. Sono queste le due variabili da cui dipende l’esito della controversia sulle maxi bollette per il gas non pagato negli alloggi del progetto Case a cavallo tra il 2013 e il 2014. Si tratta di una questione che da otto anni coinvolge più di quattromila assegnatari e per la quale, dopo il ritorno di fiamma dei giorni scorsi dovuto all’invio da parte del Comune dei solleciti di pagamento con cifre astronomiche e relative proteste conseguenti, in settimana dovrebbe trovare definizione.
IL DUBBIO RATE. Al vaglio del vicesindaco e assessore alle finanze Raffaele Daniele, nonché del suo omologo Vito Colonna, che gestisce la delega al patrimonio, c’è la possibilità di rateizzare le somme richieste dall’ente. A sollecitare questa soluzione sono stati proprio gli assegnatari che si sono visti recapitare le bollette con cifre da pagare che oscillano, secondo stime approssimative, tra i 1.500 e i 10mila euro, per un importo complessivo di circa dieci milioni. L’ipotesi rate, respinta nell’ultima seduta consiliare quando è stata indicata in una mozione di Lelio De Santis, va sottoposta appunto alla verifica delle due variabili. L’approfondimento normativo è necessario perché gli uffici comunali hanno escluso, di primo acchito, la possibilità di suddividere il pagamento, in quanto riferito a somme pregresse la cui legittimità è stata tra l’altro sancita da una sentenza del tribunale civile nel 2017. Tolta la questione normativa, resta quella relativa al bilancio. Il Comune dovrebbe in sostanza anticipare i dieci milioni di euro alla società del gas per poi recuperarli tramite le rate. In questo senso andrà valutata la sostenibilità dell’operazione.
LA PROTESTA. Di sicuro, però, la rateizzazione metterebbe d’accordo tutti o quanto meno smorzerebbe le polemiche. A scatenare le contestazionida parte dei 4.262 inquilini destinatari degli avvisi è stata la richiesta di pagamento in un’unica soluzione, tra l’altro entro un termine abbastanza ravvicinato: il 31 agosto. In caso di ulteriore inadempimento, è stato specificato nella comunicazione recapitata a domicilio, le pratiche passeranno direttamente in carico all’Agenzia delle entrate per gli adempimenti del caso. Gli assegnatari non in regola, insomma, rimarrebbero esposti al rischio di pignoramenti e altre azioni esecutive. Per molti di loro, però, l’esborso di cifre in alcuni casi altissime non sarebbe sopportabile, al di la degli obblighi normativi.
LA BATTAGLIA LEGALE. D’altra parte, secondo gli inquilini, il calcolo delle quote dovute non sarebbe stato equo. Per questo la vicenda è finita davanti al giudice che, però, ha ritenuto corretto il criterio basato sui metri quadri occupati e su altri parametri. Dalla sentenza sono passati già quattro anni, ma la questione non è stata risolta e il debito, relativo in parte anche a canoni d’affitto non versati, è rimasto come un macigno a pesare ulteriormente sia sul Comune che sugli inquilini. L’amministrazione, nelle settimane scorse, ha così deciso di rompere gli indugi passando all’incasso: da lì è ripartito il braccio di ferro con gli inquilini che insistono per ottenere la rateizzazione.
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