Maxi bollette non pagate: rispunta l’ipotesi delle rate

Torna il confronto: domani in commissione Sociale e venerdì nuovo consiglio Allo studio soluzioni per frazionare gli importi più ingenti agli utenti in difficoltà
L’AQUILA . Si riaccende il confronto in Comune sulle maxi bollette del progetto Case. La riscossione dei canoni non pagati, in particolare quelli riferiti ai consumi di gas tra il 2013 e il 2014, e l’ipotesi di rateizzazione saranno al centro di due riunioni nel giro di tre giorni. La prima è quella in agenda domani, quando si riunirà la commissione consiliare per il sociale che analizzerà eventuali agevolazioni ad assegnatari debitori che si trovino in condizioni di particolare disagio. La seconda è fissata per venerdì, giorno in cui tornerà a riunirsi il consiglio comunale.
All’ordine del giorno, infatti, è stata reinserita la richiesta di rateizzazione contenuta nell’atto che ha per primo firmatario Lelio De Santis, ma sottoscritto da altri esponenti di opposizione e maggioranza, che era stata sospeso nell’ultima seduta, Il documento prevede la suddivisione in rate delle quote non pagate, che in alcuni casi superano i 10mila euro, adottando un criterio che tenga conto sia dell’entità della somma da versare che del reddito Isee dell’utente. Sulla possibilità di applicare questo sistema è al lavoro l’amministrazione comunale che, tramite gli assessori Raffaele Daniele (bilancio) e Vito Colonna (patrimonio), sta verificando la congruenza della rateizzazione con le norme e con i conti dell’ente. Solo per le bollette inevase del periodo 2013-2014 da riscuotere ci sono circa dieci milioni di euro, ai quali se ne aggiungono altrettanti tra canoni d’affitto e consumi di gas riferiti agli anni successivi. La platea degli utenti interessati è di 4.262 assegnatari risultati non in regola e ai quali il Comune ha ha fatto recapitare un avviso di pagamento in unica soluzione con scadenza il 31 agosto. Da qui il vespaio scatenato di nuovo intorno alle maxi bollette e l’avvio delle trattative per la suddivisione in rate degli importi più pesanti. «Premesso che tutti devono pagare le utenze», sottolinea De Santis, «resta il fatto che in diversi casi si tratta di somme esorbitanti richieste a famiglie che non hanno risorse per versarle tutte insieme». L’unica alternativa, anche contro il rischio di creare un danno erariale al Comune, resta dunque la rateizzazione.
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