Maxi debito al Cam, parte la caccia ai possibili colpevoli

21 Maggio 2019

AVEZZANO. I sindaci all’unanimità dicono sì all’azione di responsabilità e così parte la caccia ai possibili responsabili dei debiti da capogiro accumulati dal Consorzio acquedottistico marsicano....

AVEZZANO. I sindaci all’unanimità dicono sì all’azione di responsabilità e così parte la caccia ai possibili responsabili dei debiti da capogiro accumulati dal Consorzio acquedottistico marsicano. Dopo un rinvio di cinque giorni, l’assemblea dei soci si è riunita ieri e ha scelto di sostenere l’atto promosso dal consiglio di gestione e dal consiglio di sorveglianza nei confronti dei precedenti organi di controllo. Una strada che si è resa necessaria dopo la richiesta di concordato preventivo per i 120 milioni di euro di debiti emersi dal bilancio 2017. «Precisando che il consiglio di sorveglianza ha già deliberato l’azione di responsabilità nei confronti degli organi di gestione», hanno spiegato il presidente Alessandro Pierleoni e i consiglieri Felicia Mazzocchi e Tonino Mostacci, «l’assemblea dei soci del Cam aperta il 15 e chiusa oggi (ieri per chi legge, ndc) ha deliberato all’unanimità sull’azione di responsabilità nei confronti degli organi di controllo, consigli di sorveglianza, collegi sindacali e revisore unico che si sono succeduti fino al 24 luglio 2017. A fronte dell’intensa attività di verifica tesa al risanamento e al salvataggio dell’ente, tali azioni sono un atto dovuto a tutela dei dipendenti, dei soci, degli utenti e dei creditori tutti con l’auspicio che le procedure straordinarie sotto l’osservazione attenta del tribunale di Avezzano portino a scrivere una nuova pagina nel segno della continuità aziendale e del rientro alla normalità della gestione e di conseguenza del miglior servizio possibile per il territorio marsicano». Nell’assemblea di venerdì, infatti, era stato chiesto un rinvio da parte del sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, per meglio studiare le carte. Ieri 21 primi cittadini su 30 si sono ritrovati nuovamente nella sede di Caruscino e hanno deciso, dopo un dibattito con la governance del Cam, di sostenere l’atto di responsabilità. Il periodo incriminato è quello che va dal 2008 al 2017, anche se secondo alcuni sindaci l’azione di responsabilità potrebbe prenderebbe in esame solo gli ultimi cinque anni di attività, come evidenziato da Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio ed ex presidente del Cam. Saranno le autorità competenti a stabilire quali organi del Cam e in che misura potrebbero essere coinvolti nell’azione di responsabilità. «Il consiglio di sorveglianza, emanazione diretta dei trenta soci del Cam», hanno continuato Pierleoni, Mazzocchi e Mostacci, «ringrazia tutti i sindaci per la responsabile partecipazione all’assemblea che si è trovata a decidere su argomenti particolarmente complessi, ma comunque condivisi nell’ottica di un cambio di rotta, auspicato fin dalla nomina dell’attuale governance». Nell’assemblea il presidente del consiglio di gestione Manuela Morgante ha dato informativa ai soci in merito allo stato del concordato preventivo omologato in corso, nonché del bilancio 2018 che a breve dovrà essere approvato.
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