Maxi-piantagione, si cerca il terzo uomo

Dopo gli arresti di un agricoltore e di una 18enne continuano le indagini dei carabinieri: a chi era destinata la droga?
LUCO DEI MARSI. Si cerca una terza persona e sono esattamente 56 i quintali di marijuana sequestrati l’altro giorno dai carabinieri della compagnia di Avezzano, in un terreno del Fucino, di circa un ettaro, sito a Strada 40, in prossimità dell’abitato di Luco dei Marsi.
Al momento i carabinieri hanno fermato due persone, ritenute le presunte responsabili della coltivazione: Gianfranco Scipioni, 45 anni di Luco, e la figlia della sua compagna, la giovane Veronica Camillo di 18 anni, originaria di Napoli. Scipioni è stato condotto nel carcere di Avezzano dopo un breve ricovero all’ospedale di Avezzano, resosi necessario per un malore che lo ha colpito subito dopo il fermo. Alla ragazza, invece, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Coinvolta nella coltivazione illegale di cannabis sarebbe anche una terza persona, attualmente latitante, vicina alla famiglia di Veronica Casillo. Sul fronte delle indagini che hanno scoperto la piantagione di marijuana, occultata nel campo di mais, c’è da registrare la perquisizione eseguita dai carabinieri nell’abitazione di Scipioni, in piazza Umberto I, a Luco, contemporaneamente al blitz nella serra-essiccatoio presso il terreno di Strada 40. Nel corso della perquisizione, alla quale era presente la Casillo, i carabinieri, al comando del capitano Enrico Valeri, hanno sequestrato un chilo e mezzo di marijuana. Insomma, gli investigatori sono andati a colpo sicuro forti degli elementi acquisiti nel corso delle indagini durate una ventina di giorni, portate avanti con certosina costanza dagli uomini della squadra antidroga dell’Arma. L’enorme quantitativo di sostanza stupefacente sequestrata è stata depositato in un capannone in attesa di essere avviata alla distruzione. Si tratta di uno dei più rilevanti sequestri di droga avvenuti in Abruzzo che pone seri interrogativi sulla gestione dell’illecita attività.
Le persone fermate, ritenute responsabili della piantagione, hanno agito autonomamente, oppure dietro l’ attività si trova una qualche organizzazione ramificata in altre realtà territoriali? Una domanda legittima in considerazione del fatto che l’enorme mole di cannabis sequestrata non può ritenersi interamente destinata al mercato marsicano della droga. Per il momento solo sospetti che tuttavia potrebbero attirare l’attenzione anche della Dda (Direzione distrettuale antimafia) che potrebbe estendere le indagini anche ad altri territori limitrofi. Intanto, ieri, nel carcere di Avezzano, Gianfranco Scipioni, si è incontrato con il suo legale, Roberto Verdecchia, nell’imminenza dell’udienza di convalida del fermo.
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