Pettorano sul Gizio

Maxi raggiro da 300mila euro, la vittima disperata: «Rubati i risparmi di una vita»

13 Gennaio 2026

La testimonianza di un 70enne raggirato da una truffa: l’anziano è finito nella rete di madre e figlio che lo convincono a stipulare una polizza fantasma

PETTORANO SUL GIZIO. Non è solo una truffa, ma un vero colpo basso sferrato a chi era già piegato dagli eventi quella che emerge dall’ultima denuncia finita sul tavolo degli inquirenti. Un uomo di 70 anni racconta di aver perso i risparmi accumulati in una vita di lavoro, mentre oggi si trova ad affrontare la malattia della moglie senza più certezze economiche. L’anziano si è presentato nei giorni scorsi prima alla locale caserma dei carabinieri e poi negli uffici della Guardia di Finanza di Isernia, mettendo nero su bianco una vicenda che rientra nella più ampia inchiesta sulla truffa milionaria delle cosiddette polizze assicurative fantasma. «Ho consegnato un assegno da 300 mila euro a due agenti assicurativi, madre e figlio, che operano a Sulmona. Non solo i miei soldi si sono volatilizzati, ma ho perso anche gli interessi maturati in dieci anni, circa 120 mila euro. Ora che mia moglie sta combattendo con un brutto male, non so davvero come fare», ha riferito Francesco, ascoltato come persona informata sui fatti. Anni di sacrifici, racconta, cancellati in un attimo.

«Abbiamo investito e ora siamo in seria difficoltà. Quando ho chiesto spiegazioni agli agenti assicurativi, ho capito che mi avevano ingannato», rincara il 70enne, solo una delle vittime finite nella rete delle polizze inesistenti. In Valle Peligna i casi accertati sono saliti a otto e la Procura della Repubblica di Isernia ha acquisito il fascicolo, collegandolo al filone principale dell’inchiesta. Quest’ultimo aveva già portato gli investigatori a segnalare alla Procura della Repubblica di Chieti un professionista accusato di truffa e infedele dichiarazione dei redditi. Nell’ambiente assicurativo, da tempo, circolavano voci su un agente che tra il 2016 e il 2023 avrebbe operato per conto di una compagnia quotata in borsa. Secondo quanto emerso, il professionista proponeva fondi di investimento, titoli e polizze vita con il marchio della propria agenzia. Al momento dell’incasso, però, i soldi che i clienti credevano di investire venivano versati direttamente sul suo conto corrente personale. Dalle verifiche effettuate risulterebbe che l’assicuratore sia riuscito a movimentare complessivamente quasi cinque milioni di euro, con investimenti medi di alcune decine di migliaia di euro per ciascun cliente. Per l’accusa, l’uomo avrebbe agito in concorso con i due agenti assicurativi sulmonesi, madre e figlio, entrambi denunciati la scorsa settimana da sette contribuenti. Un quadro che ora si allarga ulteriormente e che continua a portare alla luce nuove storie di risparmiatori raggirati, mentre l’inchiesta della magistratura prosegue.

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