Maxievasione fiscale Due imprenditori rinviati a giudizio

17 Maggio 2016

AVEZZANO. Sono stati rinviati a giudizio per una maxi-evasione di circa un milione. Si tratta dei due titolari di un’azienda avezzanese. Nello specifico, sono accusati di concorso in bancarotta...

AVEZZANO. Sono stati rinviati a giudizio per una maxi-evasione di circa un milione. Si tratta dei due titolari di un’azienda avezzanese. Nello specifico, sono accusati di concorso in bancarotta fraudolenta aggravata ed evasione delle imposte sui redditi e sull’imposta sul valore aggiunto.

I fatti risalgono al 2009 e sotto accusa sono finiti due imprenditori locali, Salvatore Ditrani, 58 anni, originario di Roma, e Giuliano Dionigi (65), di origini umbre. Le indagini erano state avviate dopo un esposto per presunti mancati pagamenti ai dipendenti. In particolare, l’inchiesta e le imputazioni erano scaturite da un’attività ispettiva avviata dal reparto investigativo della Guardia di Finanza finalizzata alla prevenzione e alla repressione delle violazioni in materia di entrate dello Stato, delle Regioni e dell’Unione europea. Tutte attività delle Fiamme gialle che partivano da un altro filone di indagini collegato a un procedimento avviato nei confronti della “Brenta Euro industrie” di Avezzano. I procedimenti riguardanti i due filoni sono quindi ancora entrambi in corso.

Il rinvio a giudizio arriva, ora, per episodi legati all’attività commerciale che i due gestivano nella Marsica. Il primo era amministratore di fatto e il secondo amministratore di diritto della “Imb srl”, nota azienda che svolgeva attività di produzione di carrozzerie per autoveicoli. Più in dettaglio, la società si occupava di ricambi auto, fabbricazione di carrozzerie e allestimento di autoveicoli e rimorchi, e sviluppava un fatturato stimato intorno al milione e mezzo di euro.

Nell’azienda erano inoltre impegnati una trentina di lavoratori. La sede si trovava nel nucleo industriale di Avezzano. Dopo numerose udienze ora i due dovranno finire davanti al giudice. Il pubblico ministero, Roberto Savelli, ha negato il patteggiamento a uno degli imputati e così il giudice per l’udienza preliminare Maria Proia ha disposto il rinvio a giudizio. I due accusati sono difesi dagli avvocati Emilio Amiconi e Massimiliano Zitti. L’udienza è stata fissata al 17 marzo. (p.g.)

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