Maxillo facciale Medici aquilani al convegno di Londra
L'AQUILA. Prima un faccia a faccia col professor Robert Marx, figura di statura mondiale della disciplina e il giorno dopo nell'empireo dei 2.000 migliori studiosi di tutta Europa per illustrare le...
L'AQUILA. Prima un faccia a faccia col professor Robert Marx, figura di statura mondiale della disciplina e il giorno dopo nell'empireo dei 2.000 migliori studiosi di tutta Europa per illustrare le procedure chirurgiche, seguite all'Aquila, che vanno dalla simulazione virtuale fino all'intervento reale in sala operatoria. I medici del reparto maxillo-facciale dell'ospedale San Salvatore hanno partecipato da protagonisti al congresso europeo dell'associazione della chirurgia cranio-maxillo-facciale, svoltosi a Londra. A interpretare il ruolo di ambasciatore dell'ospedale San Salvatore, nel prestigioso congresso del vecchio continente, è stato il professor Tommaso Cutilli, direttore del reparto maxillo-facciale del San Salvatore, unico abruzzese (e tra i pochi italiani) ad aver ricevuto l'invito d'autore firmato dal professor Peter Brennan, presidente della British association of oral and maxillofaccial surgeons. Ad aprire le porte all'Aquila della massima assemblea europea di esperti del settore è stata la qualità del reparto dell'ospedale del capoluogo abruzzese, da anni sulla breccia nel panorama nazionale (con il 30% di mobilità attiva) e in possesso di avanzati strumenti tecnologici. Di queste risorse fa parte la metodica Cad che, tramite la ricostruzione virtuale dei tessuti molli e dello scheletro facciale, permette al chirurgo di eseguire in sala operatoria operazioni di estrema precisione sulle ossa temporo-mandibolari. Una pratica tecnologica che all'Aquila viene attuata ormai da anni e che finora è stata adottata in circa 200 interventi di traumatologia, comprese difficili ricostruzioni orbitarie e deformità o anomalie dello scheletro facciale. E' stato proprio questo sistema, nella ribalta londinese, ad essere stato illustrato dal professor Cutilli, accompagnato dal suo collaboratore, dottor Secondo Scarsella.

