Maxxi, l’apertura slitterà a dopo l’estate

L’annuncio della direttrice per l’Architettura, Guccione. L’emergenza pandemia ha costretto a modificare i programmi
L’AQUILA. Aprirà dopo l’estate il Maxxi L’Aquila. Ad annunciarlo è la direttrice del museo romano per la sezione Architettura, Margherita Guccione, intervistata da Jenny Dogliani nel numero di maggio del Giornale dell’arte, all’interno di uno speciale sull’Abruzzo che vede protagonista anche il Munda. Il Covid-19, dunque, sembra aver fatto slittare la data inizialmente fissata al 21 giugno. D’altra parte, Palazzo Ardinghelli, sede del nuovo museo, doveva essere consegnato al Maxxi lo scorso 31 marzo, ma i lavori, interrotti per quasi due mesi, sono ancora da terminare. Ad aggravare la situazione anche la prematura scomparsa del responsabile unico del procedimento Claudio Finarelli. Insomma, che potesse essere mantenuta la data del 21 giugno era improbabile, ma la conferma ufficiale ancora non c’era stata. Anche sul sito del museo solo da qualche giorno, nella pagina dedicata al progetto nel capoluogo abruzzese, si legge “prossima apertura”. Per il momento non è possibile sapere quando il museo diverrà realtà. Il Maxxi L’Aquila, sulla cui apertura si sono levate anche voci contrarie, sta cercando di superare gli ultimi ostacoli.
COME SARÀ. In ogni caso, a rassicurare sull’apertura del museo è la stessa Guccione, che nell’intervista spiega: “Al piano terra è sistemata l’accoglienza, con un’area di accesso e una serie di spazi per attività condotte insieme agli altri soggetti del territorio, più una sala multifunzionale per presentare libri, organizzare piccoli eventi, attivare corsi di didattica, workshop con l’Accademia di Belle Arti, le scuole e le associazioni locali. Sempre al piano terra è previsto un bookshop per mettere a disposizione i cataloghi, la guida al Maxxi che stiamo preparando e i cataloghi delle mostre che si svolgeranno a Roma e all’Aquila”. Le risorse pubbliche già stabilite nel primo triennio per l’avvio del progetto ammontano complessivamente a 2 milioni l’anno.
LE OPERE. La direttrice fa anche il punto sulle opere che verranno esposte: “È prevista la realizzazione di cinque committenze site specific affidate ad artisti italiani per arricchire il palazzo di opere progettate appositamente. Il primo che mi piace citare è un grande artista abruzzese, Ettore Spalletti, da poco scomparso, ma che ha fatto in tempo a progettare un’opera che si sta realizzando per la cappella del piano nobile. Gli altri artisti sono Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio. Inoltre si aggiunge Anastasia Potemkina, un’artista russa selezionata d’accordo con la V-A-C Foundation di Mosca, per sancire il ruolo fondamentale che la Russia ha svolto per il recupero del palazzo. Infine, un’ultima committenza nata in occasione della mostra dedicata a Paolo Pellegrin, è un suo lavoro sulla rinascita dell’Aquila. Sullo stesso tema anche una serie fotografica di Stefano Cerio. Le opere saranno esposte per un lungo periodo e fanno parte della collezione del Maxxi”.
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