Maxxi L’Aquila, fissata l’apertura Melandri: «Si parte a fine giugno»

31 Gennaio 2020

Sopralluoghi tecnici in vista dell’organizzazione dell’evento che coinvolgerà anche le frazioni La presidente della Fondazione: «Sarà un crocevia di incontri per le eccellenze culturali della città»

L’AQUILA. Aprirà al pubblico il 20 giugno la sede aquilana del Maxxi a Palazzo Ardinghelli, lo storico edificio a due passi dalla chiesa di Santa Maria Paganica (edificio sacro che attende ancora l’avvio dei lavori di ricostruzione). Mantenute quindi le promesse da parte della dirigenza del Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI secolo), che aveva parlato di un avvio dell’attività entro la primavera 2020. In questi giorni all’Aquila ci sono funzionari del Maxxi che stanno prendendo contatti a vari livelli, istituzionali e non, per organizzare al meglio l’evento inaugurale che dovrebbe svolgersi in due giorni, il 20 e 21 giugno. Oltre alla città saranno coinvolte anche una o più frazioni. A fine marzo è previsto invece l’arrivo all’Aquila del ministro Dario Franceschini e dell’ambasciatore russo (anche se c’è chi spera ancora nella presenza di Putin) per un incontro istituzionale. Come noto, è stata la Federazione Russa a finanziare – con 9 milioni cimplessivi – i restauri di Palazzo Ardinghelli e della chiesa della frazione di San Gregorio, che tuttavia non è stata ancora riaperta al culto.
MELANDRI. «Il 2020», ha detto Giovanna Melandri, presidente della fondazione Maxxi, intervistata da Artribune, «sarà anche l’anno di apertura del Maxxi L’Aquila, alla fine di giugno, progetto che ha visto il Mibact e la Fondazione Maxxi impegnati insieme per un grande obiettivo: contribuire al rilancio del territorio attraverso la cultura. Palazzo Ardinghelli sarà, come il Maxxi a Roma, un hub della cultura, crocevia di incontri e attività con le eccellenze scientifiche e culturali della città, come l’Accademia di Belle Arti, l’Università, il Gran Sasso Science Institute. Quello dell’Aquila e tutti gli altri progetti del 2020 saranno presentati il prossimo 6 febbraio e ci fa molto piacere che il ministro Franceschini sarà con noi quel giorno». DECENNALE. Da un decennale all’altro. Se la città ha commemorato quello del terremoto del 2009, il Maxxi si appresta a celebrare il suo decimo compleanno. Risultati, progetti futuri e programma 2020 saranno presentati giovedì 6 febbraio alle 12 da Giovanna Melandri, con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini; Hou Harnu, direttore artistico del Maxxi; Margherita Guccione, direttrice Maxxi Architettura; Bartolomeo Pietromarchi, direttore Maxxi Arte,; Pietro Barrera, segretario generale Fondazione Maxxi; Carlo Tamburi, direttore generale Enel e membro del cda del Maxxi.
COSA SARÀ. Il Maxxi dell’Aquila non sarà un museo statico, come assicurano i sostenitori del progetto, bensì uno spazio di crescita culturale, di contaminazione di linguaggi, «integrato come un organo nel corpo vivo della comunità». Tra l’altro, in città era nata anche una fronda anti-Maxxi, con polemiche e richieste di rimodulazione del progetto. Così come sembrano superate le resistenze legate alla sostenibilità economico-finanziaria del progetto, che secondo un piano gestionale richiederebbe 2 milioni all’anno per camminare senza inciampi. Sarà un museo con opere d’arte contemporanea, ma anche uno spazio di socialità, evidenziato dal transito libero da via Garibaldi a piazza Santa Maria Paganica attraverso la corte di Palazzo Ardinghelli, «come la piazza Alighiero Boetti dinanzi all’edificio di Zaha Hadid, nel quartiere Flaminio di Roma». Il Maxxi, da tempo, ha coinvolto grandi artisti italiani e internazionali, a partire da Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio Di Stefano (della Scuola di San Lorenzo a Roma, ma originario di Cagnano Amiterno), lo scomparso Ettore Spalletti, Anastasia Potemkina e Paolo Pellegrin. Quest’ultimo, noto fotoreporter, ha realizzato un reportage sull’Aquila. Le opere di questi artisti non saranno le uniche esposte all’Aquila. Il progetto fa leva sulla Collezione permanente Maxxi di Roma, arricchita da opere pensate ad hoc, ma anche sui frutti della rete di collaborazioni con le realtà territoriali (Università, scuola, alta formazione), su attività educative e formative e di animazione culturale e alleanze coi privati.
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