Maxxi, museo in crescita: «10 anni di grande cultura»

25 Novembre 2022

La presidente Melandri si congeda: «All’Aquila collaborazione tra istituzioni Spazi espositivi raddoppiati, siamo passati da 200 a 687 opere, ora i laboratori»

L’AQUILA. Nel giorno del cambio della guardia voluto dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, con la nomina del giornalista Alessandro Giuli al posto di Giovanna Melandri, il Maxxi traccia un bilancio dell’attività svolta. C’è spazio per numeri e dati, progetti futuri e nuove prospettive. E c’è spazio per L’Aquila, dove il Maxxi ha una sede distaccata. «Il Maxxi in questi anni è raddoppiato», ha detto l’ex ministro della Cultura, Giovanna Melandri, che ha guidato il museo nazionale negli ultimi anni, «abbiamo aperto una nuova sede, all’Aquila, nel meraviglioso, settecentesco, palazzo Ardinghelli. Un gioiello del barocco nel cuore della città, restituito alla collettività come museo della creatività contemporanea. Un progetto per e con il territorio, per cucire le relazioni con le tante istituzioni culturali e scientifiche di quel territorio ferito. Una parola chiave: collaborazione interistituzionale, che all’Aquila ha funzionato benissimo». Poi, la voce rotta dall’emozione che ha caratterizzato tutto il suo discorso di fine mandato, Melandri ha lanciato un appello: «Se non site ancora andati a vederlo, affrettatevi. È bellissimo». Quindi un excursus sul “sistema Maxxi” con le sedi di Roma e dell’Aquila (e presto entrerà a far parte anche Venezia). «Un’unica fondazione con più di 100 persone che vi lavorano, un grande organismo di intelligenza collettiva», l’ha definito Melandri, «il Maxxi è partito, nel 2021, con un bilancio da 7 milioni ed è arrivato a oltre i 15 milioni. Più di 150mila bambini, ragazzi e famiglie hanno partecipato alle attività educative. E ancora, sono stati attivati 30 corsi di alta formazione e una rete fittissima di collaborazioni con atenei italiani e stranieri. Abbiamo testardamente investito nella costruzione di un’agorà, coltivando l’idea che il museo uscisse nella piazza». E, poi, il cuore del museo, con la collezione di opere d’arte passata, in dieci anni, da poco più di 200 a 687. «Una grande e complessa macchina di produzione di cultura, che ha un nuovo obiettivo: la realizzazione del Grande Maxxi, un nuovo modo di concepire il museo come laboratorio produttivo di soluzioni. Un centro per il restauro del contemporaneo», ha detto Melandri, «dove artisti, ingegneri ambientali e architetti possano sviluppare progetti di rigenerazione urbana per il Paese».
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