Medaglia del ministro al marsicano Ricci
La Lorenzin premia l’ortopedico per anni primario ad Avezzano: al suo attivo oltre 6mila interventi
TAGLIACOZZO. Oraldo Ricci, già primario del reparto di ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Avezzano, premiato per particolari meriti acquisiti nel settore della sanità pubblica. Ricci è stato uno dei 27, tra professionisti della salute ed esponenti del mondo accademico del Paese, ai quali il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, durante una cerimonia svoltasi a Roma, ha consegnato la medaglia di bronzo. Una giornata che la Lorenzin ha definito «di elevato valore civico, un momento di grande orgoglio, ma anche di speranza».
«La sanità italiana», ha proseguito la Lorenzin, «è una sanità di eccellenza. Un’eccellenza che si traduce nel lavoro quotidiano di ogni professionista, ma che raggiunge il suo culmine grazie alle azioni di persone che hanno deciso di dedicare una parte del proprio tempo agli altri, di aiutare i più bisognosi, sia in Italia sia in zone del mondo disagiate o devastate da violenti conflitti o da catastrofici eventi naturali».
Oraldo Ricci, 63 anni, originario di Sante Marie, risiede a Tagliacozzo. La sua attività professionale ospedaliera è stata caratterizzata da oltre 6.000 interventi ortopedici e chirurgici, numerosi di altissima difficoltà, riguardanti deformità congenite e acquisite della colonna vertebrale, ricostruzioni ossee con l’utilizzo di cellule staminali e di elementi chimici, fratture complesse della colonna vertebrale e del bacino. È autore anche di diverse pubblicazioni su riviste specialistiche.
Andato in pensione nel 2013, oggi Oraldo Ricci fa il libero professionista.
Dottor Ricci, quando ha iniziato la sua carriera?
«Nel 1978 a Roma. Successivamente ho lavorato all’ospedale di Atri e nel 1986 sono stato trasferito di Avezzano, dove dal 2004 al 2013 sono stato primario dell’Unità di ortopedia».
Chi sono stati i suoi maestri?
«Il professor Lamberto Perugia, della clinica ortopedica dell’Università La Sapienza di Roma, e il professor Tommaso De Iure, dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna».
L’ortopedia, rispetto agli inizi della sua carriera, è cambiata?
«Negli ultimi 40 anni ha fatto dei progressi inimmaginabili. Oggi, grazie a mezzi di cui disponiamo, ad esempio, siamo in grado di salvare tante persone, soprattutto anziane, colpite da patologie degenerative della colonna vertebrale, che prima le condannavano a passare il resto della vita su una sedia a rotelle».
Quali sono le regioni all’avanguardia in questo campo?
«L’Emilia Romagna, la Toscana, la Lombardia e la Liguria».
E l’Abruzzo?
«Anche se non dispone di centri universitari che conducono attività specialistiche medio-alte, se la cava abbastanza bene».
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