Medibev, dieci lavoratori rischiano di perdere il posto

26 Settembre 2015

SULMONA. Dieci dipendenti di una cooperativa locale che presta servizio nello stabilimento Medibev-Spumador di Sulmona rischiano di perdere il loro posto di lavoro. L’azienda, infatti, ha deciso di...

SULMONA. Dieci dipendenti di una cooperativa locale che presta servizio nello stabilimento Medibev-Spumador di Sulmona rischiano di perdere il loro posto di lavoro. L’azienda, infatti, ha deciso di affidare l’appalto a un’altra azienda del nord che ha già fatto sapere di voler impiegare nel servizio, manodopera di “fiducia”. Un fatto che ha scatenato la reazione dei sindacati che hanno annunciato lo stato d’agitazione che andrà avanti fino a quando la situazione non sarà definitivamente chiarita. Al momento infatti, la Medibev non avrebbe fatto nessuna comunicazione, tenendo sindacati e lavoratori all’oscuro di tutto. «Sappiamo per certo, ma non per vie ufficiali, che alcuni servizi finora svolti da una coop locale, saranno affidati a breve a un’ azienda del nord», affermano il responsabile per l’Abruzzo e Molise Fai Cisl, Franco Pescara, e della Uil Uila Leonardo Lippa. «Fin qui niente di anomalo. Quello che lascia stupefatti è che la società che subentrerà si avvarrà della collaborazione di lavoratori provenienti da una regione del Nord Italia, lasciando senza lavoro una decina di persone della zona. A questo progetto ci opporremo fortemente e con tutti i mezzi a disposizione. Ricordiamo ai dirigenti Medibev», proseguono i due sindacalisti, « che l’accordo sottoscritto era anche e soprattutto finalizzato al rilancio economico e occupazionale del territorio. Che esistono regole a tutela della continuità per i lavoratori dell’azienda in uscita e vincoli per quella in entrata che vanno rispettati». Una situazione di grave tensione che arriva dopo il recente “scivolone” sulle discriminazioni di genere con la decisione, da parte dei responsabili della Medibev, di non impiegare personale femminile nel servizio di portineria. «Vogliamo ricordare alla Medibev», incalzano i rappresentanti di Cisl e Uil, «che imbottigliare e confezionare prodotti per grandi marchi come Campari e Ferrero, che hanno affidato consistenti commesse allo stabilimento peligno proprio in virtù della grande professionalità delle maestranze, comporta un’etica superiore alla norma che esclude decisioni che mirano esclusivamente ad abbassare tutele e salario dei lavoratori. Da giorni la Rsu ha chiesto un incontro alla società», concludono Pescara e Lippa, «finora nessuno si è degnato di dare una risposta a questa richiesta. È chiaro che avendo altre strade a disposizione le attiveremo tutte.Noi vogliamo il ritorno a relazioni sindacali corrette e il rispetto delle professionalità locali così come sottoscritto nell’accordo aziendale. Noi siamo pronti a un confronto con l’azienda, ma anche ad altro». (c.l.)

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