Medici e politici uniti per il potenziamento dell’ospedale

9 Maggio 2020

SULMONA. Riqualificare l’ospedale attivando l’eliporto, potenziando il pronto soccorso e potenziando l’oncologia. La situazione dell’ospedale sulmonese, con le sue criticità e punti forza nella Fase...

SULMONA. Riqualificare l’ospedale attivando l’eliporto, potenziando il pronto soccorso e potenziando l’oncologia. La situazione dell’ospedale sulmonese, con le sue criticità e punti forza nella Fase 2 dell’emergenza Covid, è stata al centro ieri di un incontro in aula consiliare convocato dal sindaco Annamaria Casini, con l’assessore comunale Luigi Di Cesare, 12 primari, la senatrice Gabriella Di Girolamo e le consigliere regionali Marianna Scoccia e Antonietta La Porta. «È necessario accelerare la riqualificazione del nostro ospedale in una piena integrazione con il territorio e il resto della sanità provinciale, dato che dopo l’apertura del nuovo ospedale non è avvenuto l’atteso congruo investimento per l’adeguamento del personale e delle strumentazioni», ricorda il sindaco. «I punti discussi in questo tavolo saranno formalizzati in un dossier che sarà consegnato al manager della Asl Roberto Testa, all’assessore regionale Nicoletta Verì e al viceministro Pierpaolo Sileri. Abbiamo voluto una proposta dal basso, che partisse dalle esigenze di coloro che oggi lavorano nei reparti per attuare un progetto di valorizzazione del nostro ospedale invertendo la tendenza dei progressivi tagli continui al personale e alle strumentazioni negli anni, per rispondere alle esigenze potenziando e valorizzando soprattutto i comparti chirurgici». Rendere l’ospedale un riferimento per le emergenze e accelerare l’investimento per l’eliporto con attuazione delle reti di emergenza urgenza. E ancora, il potenziamento del pronto soccorso, ora sotto organico. Questi i punti su cui scommettere. «Va accelerata l’attivazione del reparto di lungodegenza, previsto nell’ultimo piano con 15 posti letto a supporto del reparto di medicina e va potenziata oncologia, con attivazione del servizio hospice con specialisti che devono garantire le cure palliative per l’assistenza domiciliare integrata», aggiunge Casini. «Questi alcuni tra i punti discussi nell’incontro, che saranno inseriti nel documento che verrà consegnato ai vertici regionali e della Asl. Dobbiamo restare uniti continuando a fare squadra per essere credibili nel portare avanti queste importantissime istanze e ottenere quello che ci spetta; i medici devono proseguire a fare il massimo per ottimizzare le risorse attuali in attesa degli investimenti». (f.p.)
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