Megaparcheggio, sospeso lo sfratto della M&P

Il Consiglio di Stato concede la sospensiva alla società che gestisce la struttura Fino al 10 luglio il Comune non potrà tornare in possesso dell’area di Collemaggio
L’AQUILA. La società M&P ha inoltrato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, del 22 maggio scorso, che ha respinto la domanda di sospensione del provvedimento di revoca, avviato dal Comune, della concessione del megaparcheggio di Collemaggio.
In attesa del pronunciamento definitivo, il prossimo 10 luglio, la Corte suprema amministrativa ha concesso la sospensiva. Fino ad allora, l'amministrazione comunale non potrà rientrare nel pieno possesso della struttura. È l'ennesimo capitolo della battaglia legale tra la società Mobilità & Parcheggi e il Comune, che ha revocato la concessione all'azienda, «per il mancato accordo sul ripristino dei parcheggi a pagamento e le condizioni di abbandono in cui versa il terminal. Condizioni riscontrate da più di un sopralluogo», fa sapere l'assessore alla Mobilità, Carla Mannetti. Ma sulla decisione della giunta, che ha votato compatta il provvedimento di revoca della gestione del terminal “Lorenzo Natali” pesa, e non poco, l'aspetto economico della vicenda: la M&P ha accumulato un debito di circa 1 milione e 700mila euro, tra tasse e canoni mai versati nelle casse comunali, tanto che l'Ufficio legale ha fatto partire le ingiunzioni di pagamento per la riscossione immediata delle somme dovute. «La sentenza del Tar è molto chiara. Non si comprende l'ostinazione, da parte della M&P, nel voler fare a tutti i costi guerra al Comune, che poi è una guerra agli aquilani», evidenzia Mannetti, «tanto più considerando lo stato in cui versa il terminal. Si continua a impedire agli utenti di usufruire di una struttura di proprietà pubblica, alle condizioni difficili in cui si trova la città». Nella sentenza di rigetto della sospensiva chiesta dalla M&P, il Tar ha sottolineato come «la società non risulta abbia onorato i canoni di concessione, pari al 20% delle somme incassate dal 2009, pretendendo una compensazione per oneri di manutenzione che non risultano autorizzati dall'amministrazione». Nel pronunciamento si fa riferimento anche «ai tentativi messi in atto dal Comune per riattivare la convenzione di fronte a cui la società concessionaria non ha formalizzato alcuna risposta. Nell'interesse pubblico al regolare andamento del servizio, non solo relativamente al terminal di Collemaggio, ma sull'intero territorio comunale, appare prevalente quest'ultimo interesse rispetto a quello meramente economico della M&P». Il Tar ha evidenziato come «la concessionaria abbia perso il requisito soggettivo della regolarità fiscale per effetto del mancato pagamento dei tributi».
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