Mensa di Roio, slitta ancora la riapertura

30 Marzo 2022

Presidio di protesta di studenti, docenti e lavoratori anche in difesa della residenza Campomizzi

L’AQUILA. Ancora un rinvio per la riapertura della mensa universitaria a Roio. Prevista per oggi, la ripresa dell’attività ci sarà non prima del prossimo 15 aprile. È quanto emerso durante il presidio di studenti, lavoratori e personale docente che si è svolto ieri mattina davanti alla struttura chiusa ormai da due anni, che necessita di lavori per una problematica di infiltrazioni.
LA CAMPOMIZZI. La manifestazione, molto partecipata, è stata organizzata anche in difesa della Campomizzi, unica residenza universitaria pubblica della città, che può ospitare a pieno regime 360 studenti, garantisce 60 posti di lavoro e rischia di chiudere nel prossimo settembre. Numerosissime le presenze tra gli studenti, i lavoratori e il personale docente, i quali hanno dato vita a un’assemblea spontanea. Presente all’iniziativa anche il consigliere regionale Americo Di Benedetto. Proprio per sottolineare la problematica è stato organizzato un nuovo presidio per oggi pomeriggio alle 15 di fronte alla ex caserma. «Dal 15 marzo siamo in mobilitazione per la difesa della Campomizzi», scrivono in una nota i rappresentanti dell’Unione degli universitari (Udu) e della Cgil, «la scadenza dell’accordo (alla fine di questo anno accademico) tra il ministero della Difesa, il Demanio, il Comune dell’Aquila e la Regione Abruzzo mette a rischio il destino di studenti e lavoratori».
LA MENSA DI ROIO. «Durante l’assemblea è emerso che, ancora una volta, i termini per la riapertura della mensa di Roio non verranno rispettati e, al contrario, la nuova data potrebbe slittare al 15 di aprile», continuano i manifestanti, «dobbiamo nuovamente constatare l’assenza di tutti gli attori istituzionali che hanno responsabilità programmatorie sulle attività di servizio. Le studentesse e gli studenti d’intesa con le lavoratrici e i lavoratori impegnati negli appalti dell’Adsu hanno ribadito la necessità di un’azione immediata e urgente al fine di salvaguardare servizi e occupazione messi a repentaglio da ritardi e mancanza di programmazione da parte della Regione Abruzzo e dell’Azienda per il diritto allo studio».
Michela Corridore
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