Mensa inagibile e disagi alla facoltà di Economia

7 Ottobre 2017

Il gruppo “Senza fili”: «Mancano le aule, costretti a studiare seduti a terra» Di Benedetto: «Fallita l’impresa che realizzava l’edificio B, presto soluzioni»

L’AQUILA. Una mensa con tutti i permessi igienico-sanitari ma inagibile, una biblioteca con soli 24 posti a sedere, zero aule studio per gli studenti e ottomila libri di testo non consultabili perché chiusi ancora negli scatoloni. Gli studenti del Gruppo universitario “Senza fili” della facoltà di Economia dicono basta alla situazione di precarietà in cui si trovano a studiare nel piccolo “campus” di via Giuseppe Mezzanotte, nell’area a ridosso del tribunale per i minorenni, in località Acquasanta. «Promesse non mantenute», dicono, quelle dell’Università, «in merito alla concessione e all’apertura di uno dei tre edifici a nostra disposizione, l’edificio B, che dovrebbe ospitare alcune aule studio e la mensa».
Il campus è stato concesso all’Ateneo aquilano in comodato d’uso dal ministero della Giustizia, che ha reso disponibile nel 2015 l’edificio C e l’anno successivo gli altri due: l’edificio A, con gli uffici dei professori, e quello B della mensa. Ma a due anni di distanza le criticità di Economia, che conta circa 500 iscritti, ancora non vengono risolte.
«È inammissibile pensare di studiare seduti a terra lungo i corridoi, senza avere alcun tipo di servizio e violando, dunque, il nostro diritto allo studio. Oppure», spiegano Davide Napoletano, Silvio Santarelli e Andrea Barone del gruppo studentesco, «la mancanza della mensa, che, inoltre, non permette agli studenti titolari di borsa di studio di fruire della gratuità del pasto e a quelli aventi una fascia di reddito media di poter accedere a un pasto completo a tariffa ridotta».
E lanciano un appello affinché «questa situazione venga definitivamente sbloccata».
La risposta dell’Ateneo non ha tardato ad arrivare.
«L’impegno è stato innanzitutto quello di acquisire questo complesso immobiliare», ricorda il direttore generale Pietro Di Benedetto, «permettendo agli studenti di uscire dalla situazione di precarietà dell’ex Optimes».
«Lavori, quelli per l’edificio B, già programmati (soggetto attuatore è il Provveditorato alle opere pubbliche, ndc) e appaltati a dicembre 2016», aggiunge Di Benedetto. Tempi poi prolungati dalla necessità di prevedere nel progetto la realizzazione di pensiline esterne per proteggere l’edificio dalle infiltrazioni d’acqua. Ma a ritardare l’iter è stata la lentezza con cui il Genio civile ha dato l’ok, arrivato soltanto alcuni giorni fa. «Nel frattempo, però, la ditta che avrebbe dovuto eseguire i lavori è fallita e il Provveditorato sta cercando un’altra impresa a cui assegnare i lavori con affidamento diretto», spiega Di Benedetto, chiarendo che presto anche gli ottomila volumi troveranno una “casa” sicura.
«Il patrimonio librario resterà a Pile e i testi verranno portati nella facoltà di Economia in base agli ordini per la consultazione. In questo modo», precisa il direttore, «si libereranno gli spazi dell’edificio B, in cui sistemare delle aule per lo studio».
Intanto, non è un’ipotesi peregrina quella di acquisire dal ministero della Giustizia un quarto edifico (la palazzina detentiva), con una permuta immobiliare.
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