Mensa scolastica, stop al pagamento digitale

I genitori costretti a recarsi a Palazzo San Francesco per mettersi in regola Il Comune: il disservizio, imputabile alla ditta che ha l’appalto, presto risolto
SULMIONA. Continua a non funzionare il sistema dei buoni pasto digitali per le mense scolastiche. Per questo i genitori sono costretti a pagare con il vecchio metodo recandosi a Palazzo San Francesco, in orari e giorni prestabiliti, con il Comune che ha messo a disposizione i dipendenti per evitare file. Il pagamento può essere effettuato nei locali di fianco all’aula consiliare nella giornata di oggi dalle 14.30 alle 17.30, dopo le giornate di lunedì, martedì e ieri. Dal Comune fanno sapere che il disservizio dipende dalla ditta Ep che si è aggiudicata l’appalto della refezione scolastica comunale e che si sta lavorando per risolvere la cosa. «L’Ufficio preposto sta lavorando in sinergia con la ditta vincitrice della gara per definire le modalità e introdurre l’innovazione, così che a breve saranno spiegate nel dettaglio all’utenza le istruzioni per usufruire del nuovo servizio», interviene l’assessore Piero Fasciani, che non manca di ringraziare il funzionario Alessandro Ginnetti per l’impegno profuso. Per la gestione delle mense scolastiche nelle scuole cittadine è arrivata la sola offerta di un’associazione temporanea d’impresa (Ati) che riunisce la Coselp di Pratola Peligna, impresa che per anni ha gestito il servizio in città e la Ep spa, società che opera nel Napoletano, che gestisce il servizio nella mensa dell’ospedale dell’Annunziata e della casa di riposo della Asp numero 2 della provincia dell’Aquila. La Coselp si occupa degli istituti comprensivi Mazzini-Capograssi e Serafini-Di Stefano, mentre il Lombardo-Radice è andato alla società di Napoli. L’appalto da circa tre milioni di euro durerà per tre anni, rinnovabile di altri due, da ottobre 2019. La gara prevede 100mila pasti al costo di 4,70 euro ciascuno e un importo di 2 milioni e 800 mila euro, sulla base del criterio dell’offerta più vantaggiosa. La novità che è sta introdotta dalla gara riguarda la possibilità di acquistare buoni mensa telematici e di pagare su un conto on line dedicato, ancora fuori uso. Le tariffe dei buoni pasto sono stati stabiliti in base alle fasce di reddito: sono esenti le famiglie con Isee fino a 5.956 euro; mentre per la fascia di appartenenza da 5.956 euro fino a 7.000 il costo è di 0,47 euro a buono pasto; per quella fino a 8.000 è di 0,70 euro; fino a 10mila euro è pari a 1,17 euro; fino a 12mila è di 1,87; fino a 14 mila euro è di 2,34 euro; fino a 17mila è di 2,81 euro; fino a 21mila euro è di 3,04; fino a 26mila euro è di 3,28; fino a 30mila è di 3,74 euro; oltre 30mila euro il costo è di 4,68, pari al prezzo del buono intero.
Intanto, per i buoni mensa le famiglie potranno consumare quelli cartacei non finiti e in attesa dell’attivazione di quelli digitali potranno pagare utilizzando il conto corrente postale 12122677 o andare in Comune.
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