Mense, dal Comune 70mila euro a Vivenda
Riconosciuto l’aggravio di spesa per la società che deve gestire il servizio scolastico
L’AQUILA. Il Comune riconoscerà a Vivenda, società che gestisce le mense scolastiche, una somma aggiuntiva, fino a un massimo di 70mila euro, per compensare l’aggravio di spese legato alla vicenda del divieto di accesso dei furgoni con i pasti all’interno dei cortili delle istituti cittadini. Un provvedimento assunto dallo stesso ente e dai dirigenti scolastici per motivi di sicurezza dopo il 18 maggio 2022, quando un’auto sfrenata ha provocato nella scuola dell’infanzia Primo Maggio il ferimento di 5 bimbi e la morte del piccolo Tommaso D’Agostino. Una vicenda che ancora non ha trovato una soluzione definitiva – sono appena partiti i lavori di messa in sicurezza in alcuni plessi - e che ha portato alla mobilitazione dei 21 operatori della Vivenda. L’aggravio di spesa per la ditta appaltante è stato riconosciuto l’8 novembre del 2022, durante il tavolo convocato in prefettura e ora è stata firmata la determina dirigenziale: l’esatto importo da erogare sarà stabilito con atti successivi. Nella determina viene sottolineato che «gli eventi che hanno determinato la chiusura degli accessi ai veicoli di trasporto dei pasti per la refezione scolastica di Vivenda spa e Ap Pluservice non erano prevedibili al momento dell’avvio della procedura di gara, avvenuta in data 18 agosto 2021». L’appalto iniziale prevedeva 5,7 milioni di euro, a cui sono stati successivamente aggiunti 220mila euro per la proroga dell’incarico fino al 30 giugno 2022. Lo stato di agitazione degli addetti alle mense è scattato a novembre del 2022 e sono state proclamate anche due giornate di sciopero, a febbraio ed aprile di quest’anno: nonostante i vari tentativi di dialogo avviati sia in prefettura che in Comune, con l’interessamento in particolare dell’assessore Vito Colonna, anche il nuovo anno scolastico è partito con i soliti problemi: gli operatori sono costretti a consegnare a mano i pasti, lasciando i furgoni fuori dai cancelli dalle scuole e trasportando contenitori che pesano fino a 35 chili. Secondo la Filcams Cgil, da tale divieto scaturiscono disservizi e problematiche non solo per gli operatori delle mense, ma anche per gli operai del Comune, per gli autisti degli scuolabus e per chi deve accompagnare alunni o docenti disabili.(r.s.)

