Mense, no all’aumento delle tariffe

Appello dei genitori al Comune: stessi costi quando il servizio sarà riattivato. Domande per l’esenzione entro il 15 ottobre
SULMONA. La sospensione del servizio mense scolastiche fino al prossimo mese, almeno secondo le ultime previsioni del Comune, spinge i genitori a chiedere almeno di non alzare le tariffe. I costi, stabiliti con una delibera del 2017, erano stati abbassati rispetto alle ultime tariffe anni prima. Il valore del buono pasto intero è stato fissato a 4,63 euro, due centesimi in meno rispetto ai costi stabiliti dal commissario prefettizio. Per quanto riguarda le altre tariffe, invece, sono stati effettuati tagli anche di 0,45 centesimi a pasto in alcune fasce. La fascia più alta è stata innalzata e parte da 30mila e non più da 25mila euro di reddito Isee (Indicatore situazione economica equivalente), che tiene conto del reddito del patrimonio e della composizione familiare. Le domande per avere i buoni mensa e i relativi sconti sono aperte e i termini scadranno il 15 ottobre. I moduli per l’esenzione totale o parziale dei tagliandi possono essere consultati e scaricati dal sito del Comune e devono essere compilati e consegnati entro fine ottobre all’ufficio protocollo del Comune di Sulmona o tramite Posta certificata. Va allegato al modulo di richiesta l’Isee e un documento di identità valido di chi richiede l’esenzione. Le nuove tariffe della mensa sono state determinate nella delibera numero 34 del 30 marzo 2017. Fino a 6mila euro di reddito Isee la mensa resta gratuita, dai 6mila ai 7mila euro si pagherà il 10 per cento (anziché il 15 di prima), dai 7mila agli 8mila euro il 15% (anziché il 20), dagli 8mila ai 10mila il 25% (anziché il 30 fino a 9mila e il 40 fino a 10mila), dai 10mila ai 12mila la tariffa sarà del 40% (anziché del 50), dai 12mila ai 14mila del 50% (anziché del 60), dai 14mila ai 17mila del 60% (anziché del 70), dai 17mila ai 21mila il 65% (finora si pagava l’80% fino a 20mila), dai 21mila ai 26mila del 70% (a fronte del 90 per cento pagato finora fino a 25mila euro). Per i redditi Isee superiori ai 26mila euro viene inserita una nuova fascia di esenzione: fino a 30mila euro si pagherà l’80% (a fronte del 100%). Tariffa piena, invece, per quelli con reddito Isee superiore ai 30mila euro.
La questione della gara europea – attesa da anni di proroghe e affidamenti diretti – è finita in Procura, Corte dei conti e Anac dopo l’esposto di Sbic. Intanto, dal Comune stanno vedendo di risolvere i problemi legati agli arredi e agli ambienti di refezione scolastica obsoleti per riaprire le mense, come fa sapere l’assessore al Sociale Anna Rita Di Loreto. «Continuiamo a lavorare, come abbiamo sempre fatto, affinché l’utenza possa tornare a usufruire al più presto del servizio», dice.
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