Mense scolastiche, rischio sospensione per i morosi

22 Febbraio 2020

Il Comune deve recuperare 91mila euro, sono 1.733 i genitori ritardatari (36%) Bignotti blocca anche il pagamento Mav: tre esercizi devono 200mila euro

L’AQUILA. Mense scolastiche, è allarme morosi. Su 4769 utenti iscritti al servizio – che riguarda le scuole materne ed elementari – 1733, il 36% del totale, risultano non aver versato la quota, variabile a seconda del reddito familiare. I dati, aggiornati al 20 febbraio, sono stati forniti dall'assessore comunale alle Politiche sociali Francesco Cristiano Bignotti, che ha annunciato nuove misure di contrasto. A non pagare sono soprattutto i nuclei più abbienti: 1211 casi di morosità sono riconducibili a famiglie con Isee superiore a 35 mila euro, che da tariffario dovrebbero corrispondere, per ogni pasto consumato dai propri figli, 2,88 euro. Questi mancati pagamenti hanno aperto, nelle casse comunali, un buco da 91 mila euro, che ora l’ente vuole ripianare anche per non incorrere in provvedimenti della Corte dei Conti. Il fenomeno non è certo nuovo: già a fine agosto il Comune era dovuto intervenire con un'azione di recupero che aveva fatto scendere il tasso di morosità del 67%. Ma è bastato che l’amministrazione abbassasse un po’ la guardia per farlo lievitare di nuovo. «In soli 10 giorni, da 7 al 17 febbraio», ha osservato Bignotti, «abbiamo avuto un aumento dei morosi del 5%, pari a 3 mila euro di mancati introiti». Visto il persistere del problema, la giunta ha deciso di adottare una linea non punitiva, ma sicuramente più decisa, «un mix di fermezza e delicatezza», lo ha definito Bignotti, che, come ultima ratio, contempla anche la sospensione del servizio. «Il Comune», ha sottolineato l'assessore, «ha stanziato in bilancio per il servizio mensa delle scuole 2,5 milioni di euro. Se tutti versassero quanto devono, più della metà di questa cifra rientrerebbe nelle casse dell’ente. Chi non paga, dunque, scarica i costi sulle tasche di tutti i cittadini. Grazie al sistema con il quale vengono gestiti i pagamenti, riusciamo a sapere in tempo reale chi è in regola e chi no. Le famiglie morose sono state già contattate più volte: via sms, tramite raccomandata e anche con telefonate dirette. Ma visto che c'è chi continua a non pagare, emetteremo un nuovo avviso: se entro la metà di aprile tutti coloro che hanno un debito superiore ai 30 euro (714 utenti, ndc) non salderanno le pendenze, faremo partire le raccomandate in cui annunceremo la sospensione del servizio. Contestualmente approveremo una delibera per il recupero coatto delle morosità. Di questo passo, se le cose non cambieranno, saremo costretti ad abbandonare l'attuale sistema informatizzato e a tornare al vecchio metodo dei bollettini». L’amministrazione ha dovuto anche sospendere le convenzioni che aveva stipulato con alcuni esercizi commerciali per i pagamenti Mav, perché tre attività devono all’ente 200mila euro.
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