Mense scolastiche, si cerca l’accordo

10 Febbraio 2023

I lavoratori in agitazione consegnano il cibo al gelo, lunedì vertice con Colonna

L’AQUILA. Nessun passo avanti nelle vertenza che coinvolge i 21 operatori delle mense scolastiche aquilane, che dal mese di ottobre non possono più accedere con i furgoni che trasportano i pasti all’interno dei cortili delle 41 scuole cittadine.
La situazione, come prevedibile, è peggiorata con l’arrivo dell’inverno e gli addetti della Vivenda sono costretti a lavorare sotto la pioggia e la neve, al freddo, per consegnare a mano i contenitori di 35 chili, percorrendo anche fino a 200 metri a piedi.
Nonostante la mobilitazione, gli incontri con le istituzioni, la proclamazione dello sciopero lo scorso 5 dicembre, ancora non è stata individuata una soluzione. Lunedì 13 febbraio è in programma un nuovo confronto con l’assessore comunale alle Opere pubbliche Vito Colonna, ma i lavoratori sono esasperati. La protesta nasce dalla decisione, assunta dal Comune e dai dirigenti scolastici, di interdire l’accesso ai mezzi nelle pertinenze delle scuole, dopo la tragedia dello scorso 18 maggio, quando un’auto ha travolto 6 bimbi dell’asilo Primo Maggio, provocando la morte del piccolo Tommaso D’Agostino.
La vertenza si è aperta con la dichiarazione dello stato di agitazione del personale a cui erano seguiti due incontri in prefettura e l’avvio di un dialogo con i presidi delle scuole primarie e dell’infanzia e il Comune, che si era impegnato a pianificare lavori per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
«Siamo ormai arrivati al mese di febbraio», afferma Daniele Goirani, Rsa Cgil, «ma nulla è cambiato. Anzi, le condizioni in cui gli operatori delle mense sono costretti a lavorare sono addirittura peggiorate, senza alcuna tutela per la salute e la sicurezza sul lavoro. Inoltre, esprimiamo vicinanza alle famiglie con figli disabili, sulla sedia a rotelle, che incontrano le stesse difficoltà per accedere a scuola. Speriamo che dall’incontro del 13 febbraio con l’assessore Colonna», conclude Goirani, «vengano fuori notizie positive e che il personale della Vivenda possa tornare ad operare in piena sicurezza: diritto che va garantito a tutti, alunni e lavoratori».
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