«Mercato, ci convochi il sindaco»
Gli ambulanti: una volta pagate le tasse andiamo in passivo
SULMONA. Bancarelle dimezzate, acquisti in caduta libera e sempre meno gente in giro. Questo il ritratto della crisi del mercato cittadino, che negli ultimi tempi sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia. Da qui l’appello degli stessi ambulanti all’amministrazione comunale a rivedere l’organizzazione della fiera bisettimanale cittadina, chiedendo con una lettera un incontro urgente al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini. «Oggi, togliendo dal ricavato di una giornata di mercato quanto hai dovuto pagare di tasse, si va subito in negativo», è fortemente sconfortato Franco Liberatore, vicepresidente dell’Anva Abruzzo, ambulante con una vita spesa tra bancarelle e piazze. Racconta della sua professione com’era qualche anno fa e il paragone con l’oggi diventa impietoso, feroce. La sua è una delle circa 100 bancarelle che affollano piazza Garibaldi, ma come le altre, vede avvicinarsi pochissimi clienti. «La gente passa, guarda da lontano, ma non compra niente», spiega Pietro Leonarduzzi, vicepresidente della Confesercenti, «è un periodo davvero difficile. La crisi sta colpendo tutti e anche i turisti spendono meno e con più attenzione». (f.p.)
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