Mercato, le associazioni non si fidano

Confcommercio, Cidec e Confesercenti: dopo il sì del consiglio al ritorno in centro vogliamo gli atti concreti della decisione
AVEZZANO. Il cambio di rotta dell’amministrazione comunale sul futuro del mercato non suscita grandi entusiasmi nelle associazioni di categoria: prima di “esultare”, i rappresentanti di Fiva-Confcommercio, Cidec e Confesercenti attendono la «concretizzazione reale» dell’impegno assunto in sede istituzionale. «In assenza di fatti concreti, sospendiamo il giudizio», affermano Giovanni Cioni, Roberta Masci e Carlo Rossi, «in attesa che il mercato si svolga realmente in centro città, ma apprezziamo la volontà del consiglio comunale di riportarlo in centro». Operazione da costruire nel giro di un mese: questa, infatti, è la tabella di marcia indicata dalla maggioranza in consiglio comunale, su pressing delle opposizioni, per individuare aree idonee nella zona quadrilatero, valutare la fattibilità e poi decidere la nuova location destinata a ospitare il mercato del sabato, traslocato nella zona Nord sei mesi fa in via sperimentale. Il ritorno, però, non sembra un’impresa da poco. Consci del pericolo Cioni, Masci e Rossi, fanno pressing «sugli uffici comunali competenti, affinché», aggiungono, «si mettano al lavoro sin da oggi, coinvolgendo le associazioni di categoria nell'iter per la buona riuscita del progetto mercato cittadino in centro».
Alle associazioni di categoria, però, non è sfuggito l’abbandono, prima del voto che si annunciava favorevole al ritorno del mercato in centro, del consigliere di maggioranza, e vice presidente della Provincia, Alberto Lamorgese, né il silenzio del sindaco, Gabriele De Angelis – che ha votato a favore – e dell’assessore Crescenzo Presutti, l’unico sopravvissuto all’azzeramento dell’esecutivo per seguire le questioni elettorali. «Non riusciamo a spiegarci perché», sottolineano Cioni, Masci e Rossi, «Lamorgese ha abbandonato il consiglio comunale qualche minuto prima del voto. Eppure dovrebbe avere a cuore quelle circa 100 famiglie di venditori ambulanti che non riescono ad arrivare alla fine del mese a causa della delocalizzazione del mercato, soprattutto perché è appena passato alla Lega, partito che sta facendo molto per micro-imprese e ambulanti, come ad esempio per la fuoriuscita dalla direttiva europea Bolkestein, fortemente voluta dal vicepremier Salvini. Avremmo voluto sentire anche una parola dal sindaco e dall’assessore Presutti favorevoli per un ritorno del mercato in centro».
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