Messaggi cancellati dopo la scomparsa

Scambiati sulla piattaforma di Facebook da alcuni giovani nei giorni della sparizione di D’Orazio: investigatori al lavoro
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Un giallo nel giallo attorno alla sparizione di Collinzio D’Orazio, il 51enne di San Benedetto dei Marsi che ormai da 19 giorni ha fatto perdere le proprie tracce. Le indagini dei carabinieri, che non escludono una morte violenta, si concentrano su un gruppo di giovani della Marsica che nelle ore successive alla scomparsa ha scambiato una serie di comunicazioni su Messenger, la piattaforma di messaggistica istantanea sviluppata da Facebook. Messaggi che, stando a fonti della Procura, sarebbero stati eliminati tra venerdì primo febbraio e sabato 2, quindi nelle ore che verosimilmente corrispondono a quelle della sparizione di D’Orazio. Perché cancellare quelle comunicazioni? C’è qualcosa da nascondere? Sono gli interrogativi attorno ai quali lavorano i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Lara Seccacini e l’ipotesi di reato contro ignoti, al momento, è quella di omicidio volontario. Due giovani di San Benedetto dei Marsi sono stati gli ultimi a vedere il 51enne e a riaccompagnarlo a casa. Ascoltati dai militari, hanno sempre confermato la stessa versione dei fatti. D’Orazio quella notte aveva alzato troppo il gomito e aveva paura, una volta a casa, del rimprovero della madre. I due giovani, ai quali sono stati sequestrati abiti, un telefono cellulare e un’auto, si dicono del tutto estranei alla vicenda. Non risultano indagati. Nel frattempo, continuano senza sosta le ricerche del 51enne. Vigili del fuoco, volontari e rappresentanti delle forze dell’ordine hanno esteso il raggio d’azione in aree finora scartate dai controlli. Anche zone impervie e raggiungibili con maggiore difficoltà. Il sindaco Quirino D’Orazio ha chiesto, in occasione di un vertice in prefettura che si è tenuto sabato scorso, la prosecuzione delle ricerche e ha rivolto un appello alla popolazione affinché vengano ispezionati garage, magazzini, box auto, stalle, fienili, pollai, siti recintati, seconde case, scantinati, caseggiati rurali e pertinenze varie poco frequentati dai rispettivi proprietari. Cani molecolari, elicotteri e droni, finora, non hanno trovato tracce. Si spera in un lieto fine, ma col passare dei giorni si affievolisce la speranza di ritrovare in vita Collinzio D’Orazio. I familiari si sono rivolti anche alla popolare trasmissione “Chi l’ha visto?” ma nonostante tanti riflettori accesi resta solo silenzio attorno a questa storia.
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