Messina Denaro, il legale accusa: «È grave, non so se è ben curato»

L’avvocato Guttadauro ha incontrato il boss lunedì durante il primo interrogatorio alle Costarelle Secca la replica dei sanitari che si stanno occupando di lui: «Il paziente viene seguito con attenzione»
L’AQUILA. «Le condizioni di Matteo Messina Denaro sono molto gravi. Non credo che la cella possa essere paragonata a un ambulatorio medico. Non so se lo stanno curando bene». Lo ha detto ai microfoni di RaiNews24 l’avvocato Lorenza Guttadauro, legale di fiducia oltre che nipote del boss mafioso che da metà gennaio – quando è stato arrestato a Palermo – si trova in una cella del carcere “Le Costarelle” di Preturo.
L’avvocato ha potuto incontrare il boss durante il primo interrogatorio avvenuto il 13 febbraio tra il capo mafioso da lei assistito e il procuratore Maurizio De Lucia e l’aggiunto Paolo Guido che invece hanno trovato il detenuto «lucido, sereno e con tutte le cure necessarie». Il legale è stato corretto da “fonti sanitarie” – si presume dell’ospedale dell’Aquila – secondo cui invece «le condizioni generali del paziente sono buone». Matteo Messina Denaro, rinchiuso in regime di 41bis nel carcere di massima sicurezza di Preturo, è affetto da un tumore al colon e viene curato con sedute di chemioterapia, a scadenze periodiche, in una sala medica creata ad hoc e che è stata ricavata in una cella vicina a quella dove si trova rinchiuso.
Le fonti sanitarie sottolineano in particolare che quanto riportato dal legale del boss mafioso «non corrisponde al quadro clinico. Il paziente viene seguito con puntualità e sta facendo terapie neoplastiche ambulatoriali che sono compatibili con la sua malattia. Se fosse servito il ricovero, avrebbe fatto cure in ospedale», spiegano ancora i sanitari che non nascondono una certa irritazione per le parole del legale. Secondo quanto si è appreso, in seguito alla seconda chemio, somministrata il 6 febbraio scorso, il 60enne non ha avuto particolari problemi legati agli effetti collaterali.
Intanto, lo staff di oncologi guidato dal primario dell’ospedale San Salvatore, Luciano Mutti, «è pronto ad assolvere il compito assegnato nel rispetto del piano terapeutico già predisposto». Matteo Messina Denaro viene seguito dal punto di vista sanitario anche per altre patologie alcune derivanti dalle sedute di chemioterapia – per cui ad esempio ha bisogno di farmaci per la protezione dello stomaco – altre “minori” o che compaiono all’improvviso come nel caso, qualche giorno dopo il suo arrivo nel carcere di Preturo, di un fastidioso “orzaiolo” a un occhio. La mattina, come avviene ai pazienti che sono in ospedale, deve prendere i farmaci in base alla terapia assegnata e viene visitato ogni giorno dal personale sanitario del carcere. La sua richiesta sin dai primi momenti del suo arrivo al carcere di Preturo o è stata quella di “essere curato bene”. E anche per questo in una cella a fianco a quella del boss è stato attrezzato un vero e proprio ambulatorio a lui riservato.
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