Messina Denaro, ore decisive per il ricovero

8 Giugno 2023

Resta in piedi l’ipotesi del trasferimento del boss, malato di cancro, al San Salvatore. Il primario Mutti spiega la situazione 

L’AQUILA. «Non c’è stato nessun peggioramento sostanziale dello stato della malattia, per ora nessun ricovero è programmato, la situazione è caratterizzata da un normale decorso di un malato oncologico». Così il professor Luciano Mutti, primario del reparto di Oncologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, torna a parlare delle condizioni del boss della mafia Matteo Messina Denaro e del suo possibile trasferimento nella struttura sanitaria per la terapia del dolore. Nei giorni scorsi l’ipotesi di un trasferimento era in fase di valutazione e adesso resta in piedi.
Messina Denaro, detenuto in regime di 41bis al carcere Le Costarelle dell’Aquila, è infatti malato di tumore al colon in stato avanzato.
Con parole molto misurate, vista la delicatezza del caso e il grande riserbo che viene imposto alla vicenda, il professore sottolinea che non c’è quindi nessuna motivazione di allarme immediato per la salute del boss.
L’ex superlatitante, capo di Cosa Nostra, arrestato a Palermo il 16 gennaio scorso e dal giorno successivo rinchiuso nell’istituto di pena che si trova nella frazione aquilana di Preturo, prosegue quindi le cure in carcere: in particolare si sottopone, nell’ambulatorio creato ad hoc per motivi di sicurezza, in una stanza del carcere difronte alla sua cella, con regolarità a cicli di chemioterapia e terapia del dolore. All’ospedale aquilano si è recato più volte negli ultimi mesi per esami clinici.
«Messina Denaro continua le cure, come del resto ogni altro paziente affetto da questa malattia», spiega ancora il professor Luciano Mutti, precisando poi le parole espresse ai microfoni soltanto ventiquattr’ore prima, quando non escludeva il ricovero del boss e garantiva che, nell’eventualità, l’ospedale sarebbe in grado sia di offrire la sicurezza sia di evitare disagi e ritardi per gli altri utenti: «Non posso che stigmatizzare la interpretazione data a certe mie dichiarazioni. Io ho solo detto come principio generale che un paziente oncologico è soggetto nel suo percorso a ricoveri. Diciamo che può accadere».
Il mafioso 61enne condurrebbe in carcere una vita regolare, seppur segnata dalla sua malattia in stato avanzato e che ne ha favorito la cattura dopo 30 anni di latitanza: si muove, può mangiare tutto, naturalmente, compatibilmente al regime del carcere duro a cui è sottoposto.
Dal carcere aquilano, Messina Denaro può anche partecipare ai processi in videoconferenza: come quello sulle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui è imputato, ma al quale finora ha deciso di non prendere parte. (l.t.)
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