Metanodotto contestato Comune contro il progetto

14 Gennaio 2015

L’assessore Moroni: «Depositate le osservazioni all’infrastruttura della Snam» Tra Paganica e San Gregorio oltre 35 ettari di terreno interessati dal passaggio

L’AQUILA. Bloccare il procedimento e rivedere il tracciato del metanodotto Snam Rete Adriatica Sulmona-Foligno.

Il coordinamento anti-gasdotto, presieduto dall’assessore comunale Alfredo Moroni, chiede di fermare la realizzazione dell’opera, mentre piovono le osservazioni al progetto da parte degli enti locali. In primis, proprio il Comune dell’Aquila, che nella giornata di ieri ha formalmente presentato al ministero dello Sviluppo economico le dovute osservazioni al procedimento ritenuto «privo dei requisiti che consentono la partecipazione dei soggetti interessati».

La polemica che si trascina da anni sull’impatto ambientale dell’opera, in un territorio dalla grande valenza naturalistica e a forte rischio sismico, negli ultimi mesi si è concentrata sulle centinaia di particelle catastali soggette a esproprio.

«Nel solo tratto tra Paganica e San Gregorio sono oltre 35 gli ettari di terreno dalla grande valenza naturalistica, interessati dal passaggio del metanodotto Snam.

L’amministrazione separata dei Beni di uso civico di Paganica promette battaglia, sulla scorta di quanto avvenuto in Val di Susa, con il movimento No Tav. Ma sono decine le associazione ambientaliste e gli enti locali, in testa i comuni dell’Aquila e di Sulmona, pronti a osteggiare il progetto.

«Per anni siamo riusciti a bloccare la costruzione dell’opera», dichiara Moroni, «che tra l’altro non è a servizio dell’Abruzzo, ma risulta finalizzata al solo trasporto del metano dall’Algeria verso il Nord Italia».

Si tratta di 687 chilometri totali, che tagliano di netto la dorsale appenninica con un impatto devastante sull’ambiente, secondo il coordinamento anti-gasdotto che promuove la mobilitazione. «Chiediamo al ministero di valutare lo spostamento del tracciato e il percorso alternativo, che prevede un tratto via mare, per poi rientrare sulla terraferma all’altezza di Ravenna», spiega Moroni. «Diciamo no anche alla scissione del progetto per la realizzazione della centrale di compressione a Sulmona da quello complessivo e all’avvio di un procedimento che non gode dell’approvazione degli attori principali che governano il territorio».

La scadenza per la presentazione delle osservazioni al progetto è fissata al prossimo 17 gennaio.

«Il Comune ha inviato ieri tutta la documentazione necessaria», afferma in conclusione l’assessore Moroni. «Faremo un’opposizione forte, contro un progetto che deve essere rivisto».

Monica Pelliccione

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