Metanodotto, l’iter si complica
Passa l’emendamento della senatrice Di Girolamo sugli usi civici
SULMONA. È stato approvato l’emendamento che tutela gli usi civici, proposto dalla senatrice sulmonese pentastellata Gabriella Di Girolamo per complicare l’iter autorizzativo del metanodotto Snam, la cui centrale è stata già licenziata. Soppresse le lettere a dei commi 4 e 5 dell’articolo 60 del decreto Semplificazioni che consentivano la realizzazione di un’opera di pubblica utilità purché «interrata o che occupi una superficie non superiore al 5% rispetto a quella complessiva oggetto di diritto di uso civico».
Col provvedimento arriva un primo stop al progetto di metanodotto della Snam, però con il via libera alla centrale che ha superato anche lo scoglio del Consiglio di Stato.
L’emendamento di maggioranza, che rientrerà nel decreto Rilancio e sarà sottoposto alla fiducia probabilmente venerdì, prevede la soppressione del comma relativo al Testo unico sugli espropri, nel quale si dà la possibilità di asservire coattivamente gli usi civici nel caso di opere interrate o che occupino una superficie non superiore al 5% dell’uso civico. «Conseguentemente sopprime anche la previsione secondo la quale nella conferenza di servizi finalizzata all’autorizzazione delle reti nazionali di trasporto dell’energia», si legge nell’emendamento, «e degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 megawatt termici, le Regioni accertano i presupposti di compatibilità dell’opera con l’uso civico». A luglio scorso gli ambientalisti avevano lanciato un appello ai parlamentari del territorio sul caso proprio degli usi civici, inseriti nel decreto Semplificazioni, che andavano a facilitare l’iter autorizzativo delle opere Snam, contro cui il territorio si batte da più di dieci anni. Le “semplificazioni” del Decreto intervenivano anche sulla questione degli usi civici, presenti lungo il tracciato del metanodotto Sulmona-Foligno e nei territori di Popoli e dell’Aquilano. (f.p.)
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