«Mettere in sicurezza il Monte Morrone»

Richiesta alle istituzioni del Comitato “Terra Territori Attivi” a cento giorni dall’incendio
SULMONA. A cento giorni dall'incendio sul Morrone il Comitato “Terra Territori Attivi”, sollecita azioni di messa in sicurezza della montagna in via precauzionale. In particolare gli attivisti spronano gli amministratori pubblici a provvedere ad azioni di prevenzione del rischio idrogeologico.
«Agli occhi dei cittadini che hanno assistito a una sequela di proclami e promesse, questo appare assolutamente insufficiente, denotando una scarsa volontà di affrontare la situazione con mezzi e risorse adeguate all’urgenza e alla complessità del tema», fanno notare, «il rischio idrogeologico non sia il solo fattore da considerare nelle gestione del post-incendio. La perdita di suolo, anche in assenza di frane reali o potenziali, è un fenomeno che interessa tutte le aree in pendio, e come tale rende necessario un intervento immediato nei primi mesi seguenti l’incendio. Essa infatti pregiudica sia lo sviluppo delle nuove specie vegetali, sia la ripresa di quelle scampate alle fiamme. Ad oggi probabilmente siamo già in ritardo per prevenire questo fenomeno». Da qui il sollecito alla creazione di un gruppo di tecnici per arrivare a decisioni il più possibile condivise e partecipate. «Le competenze per un monitoraggio approfondito della complessa situazione in atto sul Morrone non possono essere esclusiva di un’unica categoria di professionisti, ma si rende opportuna la creazione di una squadra di tecnici afferenti a diverse discipline che possano al meglio valutare, sotto i diversi profili, sia lo stato dei luoghi e la loro evoluzione, sia gli interventi da mettere in campo per ridurre il danno», aggiungono gli attivisti, «suggeriamo che i fondi necessari possano essere acquisiti attraverso una rimodulazione delle priorità di spesa contenute nel Masterplan nell’ottica della prevenzione». Per questo si stanno organizzando degli incontri formativi pubblici tenuti da esperti in materia forestale e di gestione delle risorse naturali. «Tale iniziativa», dicono, «ha lo scopo di aiutare la popolazione e le istituzioni a comprendere meglio gli attuali scenari e a sviluppare un senso critico verso falsi miti e credenze erronee che rischiano di peggiorare una situazione già compromessa come quella del nostro Monte Morrone».(f.p.)
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