«Mi attaccano, mai truffato quei cinesi»

Paris si sfoga e minaccia di lasciare la guida dell’Avezzano calcio: non ho toccato i 70mila euro, ecco qual è la verità
AVEZZANO. «Mi stanno demolendo, sparisco da ogni veste pubblica. Sarà l’ultima volta da presidente». Minaccia le dimissioni un amareggiato Gianni Paris, patron dell’Avezzano calcio, in uno sfogo “esploso” all’indomani della pubblicazione della notizia sull’inchiesta per truffa, infedele patrocinio e calunnia che lo vede coinvolto.
Con Paris sono indagati, solo per il presunto reato di truffa, Domenico Barbonetti ed Elisa Tallerico. Inchiesta coordinata dal pm Maurizio Maria Cerrato e che punta a fare luce sulla compravendita di una sala scommesse e sulla sparizione di 70mila euro. Il presunto raggiro è stato denunciato da una famiglia cinese.
«Siamo nell’anno 2014», puntualizza l’avvocato marsicano, che ricostruisce la vicenda, «una famiglia cinese viene nel mio studio e mi dice che vuole acquistare un’agenzia scommesse. Controparte una famiglia di Avezzano. Seguo entrambi senza alcun mandato formale. Agenzia scommesse che si trova sempre nel capoluogo della Marsica. Un affare da 450mila euro, ma questa somma totale non la ricordo bene. Metto in contatto la famiglia cinese con i commercialisti al fine di verificare la fattibilità dell’operazione. Emergono delle problematiche da parte della promittente la vendita, ma la famiglia cinese decide lo stesso di concludere la trattativa stipulando nel mio studio un preliminare per l’acquisto del 100% delle quote. Si danno in contanti euro 70mila. Somma che non ho neanche toccato, contrariamente a quanto pensano in Procura. Somma che io stesso, con la mia segretaria, ho denunciato alla Banca d’Italia per la procedura di antiriciclaggio. Tra le parti nascono subito diverbi. Dal notaio non vanno per la cessione delle quote societarie. La famiglia cinese fa un decreto ingiuntivo per la restituzione della somma e di altro. La società di Avezzano, visto che aveva ricevuto la somma in contanti, inizialmente nega l’importo di 70mila euro ma io stesso ricordo alla stessa che avevo rilasciato quietanza dei 70.000 euro ad entrambe le parti. Così all’interrogatorio formale del processo civile il legale rappresentante ammette di aver ricevuto la somma. Nascono altre cause civili, iniziate dagli uni e dagli altri. Tutte e due le parti dicono che i 70.000 sono stati dati e ricevuti. E mi ritrovo accusato per aver raggirato i cinesi. È un ennesimo attacco all’avvocato Gianni Paris e all’uomo», conclude il presidente biancoverde, «dovrò muovermi contro chi pensa di farmi morire prima, voglio tutelare il club di cui sono il primo tifoso e il presidente da nove anni».
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