Migranti a Carapelle, manca l’ultima firma

Il prefetto dell’Aquila Cinzia Torraco scrive a Marsilio: «Aspettiamo il pronunciamento della Asl»
L’AQUILA. «Siamo ancora in attesa di un riscontro sulla valutazione della struttura da parte della Asl». La struttura in questione è il complesso situato a Carapelle Calvisio, che in questi giorni sta suscitando molte polemiche e reazioni politiche per via del fatto che è stata individuata come residenza per accogliere cento migranti da mettere in isolamento controllato. La risposta scritta è del prefetto dell’Aquila, Cinza Torraco, alla sollecitazione del presidente della Regione, Marco Marsilio, che ha espresso la sue contrarietà sulla scelta della struttura di Carapelle Calvisio, poco più di 80 anime, quale sito per ospitare i migranti. La risposta del prefetto rimette tutto in gioco, quando sembrava che, proprio dopo l’intervento della Regione, la questione fosse chiusa e i migranti a Carapelle Calvisio non sarebbero entrati.
Invece, sembra che così non è perché il prefetto, come sostiene nella lettere a Marsilio, si è adeguato a quanto richiesto dal governo.
La struttura è di proprietà dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, che ha dato il via libera. Ora spetta alla Asl fornire indicazioni sul fatto se il complesso residenziale è idoneo o meno a ospitare i cento migranti da mettere sotto osservazione e in isolamento per il possibile contagio da coronavirus.
A opporsi per primo alla richiesta è stato il sindaco di Carapelle, Domenico Di Cesare.
Da più parti, e non solo dagli ambienti politici, è stata definita una «follia» il fatto di volere mettere i cento migranti in una struttura all’interno di un paesino, tra i più piccoli d’Abruzzo, dove risulterebbero più numerosi degli abitanti stessi del comune dove, peraltro, sono per la maggior parte anziani, e quindi anche fragili dal punto di vista sociale e sanitario.
Gli interventi contro la decisione sono stati trasversali: dalla sinistra alla destra, dai consiglieri comunali di Carapelle a quelli dell’Aquila e dai consiglieri regionali ai deputati abruzzesi, tutti si sono schierati contro la possibilità di mandare i migranti nel piccolo centro.
Ma secondo quanto ha scritto il prefetto dell’Aquila a Marsilio, sembra che molto ora dipenda dal pronunciamento della Asl.
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