Milioni dalla Regione per arginare le frane: dimenticata Sulmona

17 Luglio 2018

Stanziati fondi, via Turati non c’è: un’attesa lunga nove anni L’assessore Angelucci: «Cerchiamo finanziamenti altrove»

SULMONA. Resta nel dimenticatoio via Turati, la strada minacciata da una frana da qualche settimana interdetta alla sosta delle auto. Nei giorni scorsi i residenti erano tornati a far notare l’abbassamento del livello dell’asfalto e le crepe sui muri delle loro abitazioni. Proteste che avevano portato a un sopralluogo dei vigili del fuoco e alla conseguente chiusura per motivi di sicurezza. Ora che la Regione ha stanziato altri 6 milioni di euro per il dissesto idrogeologico in 25 Comuni è arrivata anche la beffa. Nell’elenco dei finanziamenti, per l’ennesima volta, manca Sulmona.
«Quelle somme regionali sono state stanziate per le province di Teramo, Pescara e Chieti», è la giustificazione dell’assessore ai Lavori pubblici, Nicola Angelucci, «perciò è una linea di finanziamento che non ci riguarda, ma ciò non significa che non dobbiamo intervenire».
Restano, infatti, in attesa i residenti, con la frana che l’11 gennaio scorso ha compiuto nove anni. L’assessore, però, fa sapere che in Comune si sta lavorando per reperire le somme necessarie.
«È una strada che va riparata al più presto», aggiunge Angelucci, «capisco le preoccupazioni dei residenti, per questo ci siamo attivati per reperire altrove la somma di 500mila euro che la Regione ci ha più volte promesso, senza mai darcela effettivamente. Recuperando economie e stipulando mutui stiamo provando a reperire le somme necessarie». La strada alle spalle della Circonvallazione orientale, franata nove anni fa, resta ancora in attesa di una sistemazione. Era l’11 gennaio del 2009 quando un buco si aprì sulla Circonvallazione, facendo scattare l’allarme in un intero quartiere residenziale della città. E in particolare in via Filippo Turati, ribattezzata “via Franati” da chi ci vive, visto che il tempo sembra essersi fermato a nove anni fa. Tra incuria, transenne crollate, pericolosi cedimenti del terreno e assenza di parcheggi, segnaletica, illuminazione notturna, tombini e caditoie funzionanti. Il quartiere limitrofo alla villa comunale, sprofondato nel più assoluto abbandono, è costituito per lo più da villette liberty che affacciano su rastrelliere in ferro anti-parcheggio crollate in alcuni punti e puntellate in altri, con erbacce che le rendono ancor più pericolanti. Nonostante le petizioni, le proteste e i cartelli provocatori dei residenti. Come quelli sui passi carrabili, diventati “franabili”. Oltre a ciò, per i residenti si aggiunge un ulteriore problema, il fatto che sulla strada ci sia un divieto di sosta che di fatto impedisce il parcheggio, posto come precauzione per eventuali altri crolli. A ciò si aggiunga che in una delle ultime graduatorie della provincia dell’Aquila sui fondi da destinare ai Comuni con problemi di dissesto idrogeologico non c’è Sulmona. «La nostra attenzione alla ormai annosa questione è altissima», conclude Angelucci, «speriamo quanto prima di reperire i fondi».
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