Militare trovato morto, scatta l’inchiesta

D’Alfonso accusato di violenza da due badanti: lui ha sempre negato le accuse, potrebbe non avere retto alla vergogna
L’AQUILA . Sarà l’autopsia a fugare ogni residuo dubbio sulla morte di Pierluigi D’Alfonso. Sul corpo del caporal maggiore dei bersaglieri, 38 anni, originario di Prata d’Ansidonia, trovato senza vita nel garage della sua abitazione di Casarsa, in provincia di Pordenone, dove risiedeva per lavoro, la Procura ha disposto accertamenti che si terranno nei prossimi giorni. Solo all’esito della verifica il magistrato che coordina l’inchiesta sulla tragica fine del militare darà il nulla osta alla sepoltura.
Nel paese aquilano di 450 abitanti, dove vivono genitori e fratello del militare, allo shock per il funesto evento che ha colpito l’intera comunità si aggiunge così l’attesa per il rientro della salma. Qui probabilmente saranno celebrati i funerali e verrà tumulato il caporal maggiore che spesso tornava nella sua terra d’origine per le vacanze. A Prata d’Ansidonia D’Alfonso sarebbe rientrato anche per le feste di Natale, se non fosse incappato nella vicenda giudiziaria che, tra fine novembre e inizio dicembre, ha stravolto la sua esistenza. Il graduato era finito agli arresti domiciliari con le accuse di violenza e sequestro di persona dopo le denunce nei suoi confronti da parte di due donne. Queste, una di 44 anni e l’altra di 60, avevano raccontato a carabinieri che il caporal maggiore le aveva di fatto attirate nella sua abitazione, con la motivazione di offerte di lavoro come badante o per pulizie domestiche, mostrandosi poi in atti di autoerotismo. I contatti tra il militare e le donne erano avvenuti, secondo la ricostruzione dei fatti fornita dagli investigatori, tramite un sito internet di annunci lavorativi. In uno dei due casi denunciati l’aspirante collaboratrice domestica non sarebbe riuscita a sottrarsi alle attenzioni di D’Alfonso. Da qui erano scaturite le accuse, mosse dalla procura di Pordenone guidata da Raffaele Tito, che il caporal maggiore aveva respinto con decisione. Nei suoi confronti, comunque, erano stati disposti gli arresti domiciliari con obbligo di firma nella caserma dei carabinieri. Sabato mattina, però, D’Alfonso non si è presentato per l’adempimento. Poco dopo è stato trovato morto. Un biglietto d’addio vicino al suo corpo ha reso attendibile l’ipotesi di un gesto disperato, forse dovuto proprio alla pesante situazione in cui si era ritrovato il militare. Sulla morte di D’Alfonso è stata comunque aperta un’inchiesta che non esclude altre possibili cause per la tragedia. Gli investigatori stanno ricostruendo nei dettagli le ultime ore di vita del caporal maggiore per dare una spiegazione certa e definitiva alla tragedia.
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