Mimose e impegno nella lotta per i diritti

9 Marzo 2021

Tante le iniziative in città, dal presidio nelle piazze alla cerimonia del Rotary al progetto Soroptimist

L’AQUILA. La pandemia ha fatto diminuire tutti i reati tranne i femminicidi e i casi di violenza sulle donne. «È stato un anno difficile e doloroso», dice Simona Giannangeli, presidente del Centro antiviolenza “Donatella Tellini”. Anche se, fortunatamente, in città e nella provincia non ci sono stati omicidi, nel 2020 sono state 60 le donne che si sono rivolte al Centro (e altre otto lo hanno fatto in questi primi mesi del 2021), contro una media, negli anni scorsi, di quaranta. Giannangeli ha partecipato, alla Villa comunale, alla presentazione del progetto “Educare al genere”, un’iniziativa promossa dal Rotary Club L’Aquila con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani sulle questioni relative alla parità di genere attraverso un’attività di formazione nelle scuole. All’incontro hanno partecipato Marisa D’Andrea e Ada D’Alessandro del Rotary, Massimo Casacchia, professore di psichiatria, il sindaco Pierluigi Biondi e la deputata del Pd Stefania Pezzopane. Sempre ieri, nella caserma dei carabinieri di via Beato Cesidio, è stata inaugurata la “Stanza tutta per sé”, un luogo, realizzato grazie al supporto del Soroptimist, dove d’ora in avanti verranno accolte tutte le donne vittime di violenza che andranno asporgere denuncia. Al taglio del nastro, tra gli altri, il prefetto Cinzia Torraco, il presidente della Corte d’Appello Fabrizia Ida Francabandera, il sostituto procuratore Roberta D’Avolio, il comandante provinciale dei carabinieri Nazareno Santantonio e la presidente del Club Soroptimist Francesca Pompa. Per il Comune c’erano Biondi e l’assessora con delega alle Pari opportunità Maria Luisa Ianni.
La Rete “8 Marzo L’Aquila” ha invece scelto di celebrare la giornata di ieri aderendo allo sciopero globale femminista e transfemminista. In mattinata si è tenuto un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale in segno di protesta nei confronti della giunta Marsilio “che ha deciso” afferma la Rete “di rigettare le nuove linee guida ministeriali sull’aborto farmacologico, rendendo di fatto sempre più complicata l’applicazione della legge 194”. (ro.ciu.)