Minacce a tre ragazzini, bullo arrestato

Accusato anche di estorsione nei confronti degli adolescenti: era già coinvolto nelle inchieste sulle baby gang all’Aquila
SULMONA. Minacce e soprusi nei confronti di tre minori ospiti di una casa famiglia. Una situazione diventata ormai intollerabile al punto da rendere necessario l’arresto di un 17enne, ospite dello stesso centro di accoglienza della Valle Peligna, accusato di estorsione e minacce continuate ai danni dei tre ragazzi.
Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cristina Tettamanti, è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di Sulmona, che hanno condotto le indagini sotto il coordinamento della procura della Repubblica per i minorenni del capoluogo abruzzese, guidata da David Mancini.
Il 17enne, già indagato per fatti analoghi e per questo sottoposto alla misura cautelare del collocamento in comunità, avrebbe reiterato le condotte antisociali considerate nel dispositivo del giudice minorile.
Gli episodi contestati
Secondo quanto finora emerso, gli episodi contestati in questa fase d’indagine sono riferiti agli ultimi due mesi e sono stati subito intercettati dagli inquirenti che hanno operato in stretta collaborazione con gli educatori della struttura, tra l’altro anche loro diventati per questo bersaglio di minacce e resistenze da parte del 17enne.
Una situazione diventata sempre più preoccupante all’interno della struttura – una realtà difficile dove si lavora per realizzare un percorso di accoglienza e inclusione sociale dei tanti minori stranieri, molti dei quali non accompagnati – al punto da spingere, di pari passo, i responsabili del centro ad aumentare l’azione di controllo.
Le vittime dei soprusi
La vicenda, così come precisato dai carabinieri, ha riguardato unicamente il solo indagato 17enne che, attraverso varie forme di prevaricazione nei confronti degli altri ospiti del centro, avrebbe ingenerato loro una sorta di costante timore, tanto da asservirli totalmente alle sue volontà. In uno degli episodi contestati, sempre dietro il ricorso alle minacce, il giovane avrebbe estorto, impossessandosene, un telefono cellulare a un ragazzino. Telefono poi ritrovato e sequestrato nel corso delle operazioni che hanno accompagnato l’arresto del 17enne.
A colpire gli inquirenti è stata soprattutto la ripetitività di questi episodi che hanno quindi portato il pubblico ministero titolare dell’inchiesta a richiedere e ottenere la custodia cautelare in carcere. Il minorenne è stato così arrestato dai carabinieri che lo hanno condotto nell’istituto di pena minorile della capitale dove attenderà l’interrogatorio di garanzia previsto nei prossimi giorni.
IL PRECEDENTE
Il ragazzo, di origine albanese, era rimasto coinvolto mesi fa in una delle inchieste portate avanti dalla procura per i minorenni sulle baby gang all’Aquila. Nei guai erano finiti una ventina di giovani accusati a vario titolo di reati che vanno dalle minacce a scopo di estorsione, alle lesioni personali, dalla detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti fino alla rissa. Episodi avvenuti all’Aquila e in alcuni centri limitrofi. Per il 17enne, che in quelle vicende sembra avesse rivestito un ruolo non di primo piano, era scattata la misura cautelare del collocamento in comunità. Ed era stato per questo dirottato nella struttura peligna. (m.m.)
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